RAPPORTO SVIMEZ. IL SUD MUORE

DI RAFFAELE VESCERA


Il nuovo rapporto Svimez appena diffuso parla chiaro: il Sud sta morendo, la sua economia è in netta recessione, il suo Pil del 2019 ha un segno meno dello 0,2%, mentre il Nord cresce di un misero 0,3%, così come al Sud l’occupazione diminuisce di 27.000 posti mentre al Nord cresce di 137.000 unità. Se sul fronte economico è crisi nera, su quello demografico è una débâcle totale. Dal 2.000 sono emigrati dal Sud due milioni di giovani, la forza migliore, istruita a spese delle famiglie meridionali e utilizzata per arricchire il Nord a mille euro al mese. L’emigrazione, unita al tasso di natalità più basso d’Europa, determinerà un crollo demografico che nel 2065 al Sud sarà del 40%. Ciò significa che dagli attuali 20 milioni di abitanti del Sud, i nostri figli vedranno un terra abitata da soli 12 milioni, vieppiù di anziani in estinzione. Un cimitero che si estenderà velocemente al Nord.

Mentre la Lega (Nord), capobanda dei crimini contro il Sud, se ne fotte altamente e diffonde odio contro gli immigrati, cui attribuisce le colpe di uno Stato iniquo nei confronti del Mezzogiorno, gli altri partiti, di governo e no, complici del misfatto, tacciono. Il solo a parlare è il premier Conte, il quale promette un piano di salvataggio per il Sud entro fine anno, mentre il pur competente ministro per il Sud Provenzano promette di rastrellare i fondi europei non spesi, poca cosa in assenza di quelli statali.
Con quali soldi farà il suo piano, di grazia, Giuseppe Conte, se l’Italia scippa al Mezzogiorno 61 miliardi di Euro l’anno, poiché in servizi pubblici per un cittadino del Sud spende 3,450 Euro in meno l’anno che per uno del Nord?
Con quali soldi, se l’Italia destina al Sud poco più del 20% delle risorse pubbliche a fronte di una popolazione del 34% e un territorio di oltre il 40%?
Con quali soldi, se tutti gli investimenti pubblici, per 50 miliardi di Euro, sono rivolti al Nord per creare grandi opere inutili, superflue dove ve ne sono in abbondanza e anche dannose, mentre il Sud è privo di ferrovie, strade, aeroporti, ospedali, scuole degne di questo nome, necessarie al suo sviluppo?

I grandi gruppi finanziari del Nord, che detengono le redini dei governi italiani, mossi da una visione meschina, impediscono lo sviluppo del Sud, reso colonia interna, per un motivo duplice: servirsi della manodopera meridionale da sfruttare al Nord a basso prezzo, ed evitare che l’industria meridionale possa fare concorrenza a quella del Nord, come avveniva tra gli anni 70 e gli anni 90 del Novecento. Allo scopo di fermare il Sud, crearono un partito vergognosamente antimeridionale come la Lega, tuttora Nord, seguita a ruota dagli altri partiti nazionali, Pd compreso, uniti nel cosiddetto Partito Unico del Nord. Mentre i 5 Stelle, che pur hanno elargito promesse e fatto incetta di voti al Sud, stanno a guardare, interrogandosi sul loro declino elettorale.

Nessuno crede più alla favola di un Nord locomotiva d’Italia e di un Sud assistito, semmai, visti i numeri, favorito è il Nord da un “assistenzialismo” di fatto che con il regionalismo differenziato sarà istituzionalizzato per legge iniqua. Un corpo nazionale come quello italiano è inconcepibile che debba camminare su una gamba sola, amputando quella meridionale. Come può correre l’Italia se impedisce al 34% della sua popolazione di produrre ricchezza per sé e per gli altri? E’ forse per caso che L’Italia, contenendo la più grande iniquità territoriale d’Europa è il paese che cresce meno? Come non capire che la politica antimeridionale danneggia l’intero Paese, mantenendo bassi salari e consumi?
E’ giunta l’ora di capovolgere lo stato delle cose, ristabilendo l’Equità Territoriale. Non è forse per tale ragione che nasce il movimento ET, Equità Territoriale, composto da alieni extraterrestri decisi a cancellare la più grande ingiustizia italiana: l’iniquità Nord-Sud?