RICATTO ILVA

DI ALESSANDRO GILIOLI

Il caso Ilva è perfettamente metaforico della contemporaneità. Proprio perché contiene il ricatto.

Le democrazie oggi sono tutte, sempre, ogni giorno sotto ricatto.

Ci dicono che non si può fare la patrimoniale, sennò i capitali fuggono all’estero. Che non si possono tassare le transazioni finanziarie, sennò la finanza ci strangola. Che bisogna chiudere un occhio sulla sicurezza nei posti di lavoro, altrimenti le aziende delocalizzano in India. Che bisogna attrarre gli investitori, quindi occorre mettere meno regole possibile. Che dobbiamo tenere gli stipendi bassi, altrimenti sugli scaffali vincono le industrie cinesi. Che bisogna detassare i ricchi stranieri per farli venire in Italia, altrimenti vanno altrove a spendere. Che non si possono mettere a regolare contratto i rider, altrimenti Glovo e le altre ci mollano. E così via all’infinito, ricatti, ricatti, ricatti.

Abbiamo costruito il mondo nuovo sul ricatto, sul dumping infinito e feroce, sulla corsa al peggio, essendo sempre sotto ricatto.

Ilva è una straordinaria e orribile metafora con il suo grande ricatto, o i vostri bambini si prendono il cancro oppure perdete un punto e mezzo di Pil.