TORINO. STORIA DI GIOVANNINO, IL NEONATO MALATO E ABBANDONATO

DI CLAUDIA SABA

“Giovannino” nasce al Sant’Anna di Torino quattro mesi fa.
Sin da subito, i medici si accorgono che qualcosa non va.
La sua pelle si spacca, si sfalda continuamente.
Diagnosticano una grave malattia della pelle.
Ittiosi Arlecchino, una malattia rara.
Colpisce una persona su un milione, e quasi nessuno sopravvive più di qualche settimana.
Ma lui no.
Lui stringe i pugni e lotta.
Chiuso in una stanza della terapia intensiva neonatale.
Continua a lottare.
E sopravvive.
Quattro mesi.
I genitori lo hanno lasciato lì.
Appena dopo la notizia di quella rara malattia.
Le speranze di vita sono molto basse ma Giovannino continua a resistere.
Viene affidato a un tutore legale.
Giovannino è un neonato sveglio, sorride.
E’ contento quando ascolta la musica.
Ignaro di essere stato rifiutato.
Come un oggetto da buttare via.
In ospedale lo hanno chiamato così.
“Giovannino”.
Le sue mamme, le infermiere del reparto.
Ora Giovannino cerca casa.
Un affetto che si prenda cura di lui.
Le comunità per bambini non possono curarlo.
E deve restare in ospedale fino a quando una famiglia deciderà di prendersene cura.
La storia di Giovannino diventa pubblica.
È adottabile.
E subito, sono decine le richieste di adozione.
Il centralino del Sant’Anna non smette più di squillare.
Chiamano da tutt’Italia.
Solo per lui.
Le richieste dovranno passare al vaglio della Casa dell’Affido di Torino.
Ma Giovannino aspetta.
E certamente troverà una casa per lui.
Con dentro tutto l’affetto e il calore, che ogni essere umano merita.