A PROPOSITO DELLE PROTESTE DEGLI ATTIVISTI IN LIBANO

DI LORENZO FORLANI

Vorrei fosse chiara una cosa semplice ai colleghi che sulle proteste in Libano hanno deciso di fare gli attivisti, e che fanno informazione come dire, “orientata”, a prescindere dalla direzione di questo orientamento.

La violenza no, non va bene, in ogni caso: va individuata, esposta e condannata. Ma far passare per criminali, nemici, pericolosi sabotatori del paradiso socio economico (magari assecondando qualche libanese altrettanto avventato o sciocco) tutti coloro che non manifestano, che contro-manifestano, che hanno timore del cambiamento, che non lo vogliono proprio, che ritengono che questo vigente sia il miglior compromesso possibile, beh, è una operazione da imbecilli, che ignorano volutamente la complessità del Libano e lo riducono a una macchietta politico-geografica.

Non è un gioco, non è lo stadio, non è il Palio di Siena, ripijateve