FISCHI E FIASCHI. A VERONA

DI GIULIO CAVALLI

Sembra una barzelletta. E invece no. A Verona il consigliere della lista comunale “Battiti per Verona” Andrea Bacciga (famoso per avere fatto il saluto romano alle componenti del movimento Non una di meno in Consiglio comunale, tanto per chiarire l’evidente spessore del soggetto) insieme a altri tre consiglieri della Lega (Alberto Zelger, Paolo Rossi e Anna Grassi) ha presentato una mozione che definire una barzelletta è troppo poco. Scrive Bacciga (trattenete il respiro):

«Premesso che:

  • domenica 3 novembre, durante la partita Hellas Verona-Brescia, improvvisamente il giocatore del Brescia Mario Balotelli calciando il pallone verso la tifoseria avversaria usciva dal campo, accusando di avere ricevuto cori razzisti;
  • nessuno presente allo stadio udiva tali ululati né il pubblico presente né la panchina del Brescia né  i giornalisti né i professionisti della piattaforma Sky a bordo campo;
  • iniziava subito una campagna mediatica contro la città di Verona sia da alcuni politici, come risulta dal comunicato del PD, sia da alcuni giornalisti che, seppur non presenti allo stadio, non hanno perso l’occasione di gettare fango sulla nostra città.

Considerato che:

  • non sia più accettabile che Verona venga messa sul banco degli imputati, pur quando, come in questo caso, non è accaduto nulla.

Con la presente mozione il Consiglio comunale impegna:

  • il sindaco, l’assessore e gli uffici legali del comune a diffidare legalmente e/o adire le vie giudiziali nei confronti del calciatore e di tutti coloro che attaccano Verona diffamandola ingiustamente».

In pratica questi valorosi consiglieri comunali vogliono querelare Balotelli e tutti quelli che ne parlano o ne scrivono. Quindi anche noi, probabilmente. E anche voi che leggete, chissà.

Peccato che il Giudice sportivo invece abbia punito il Verona con la chiusura per un turno del settore poltrone est, da dove sono arrivati gli insulti all’attaccante del Brescia (niente condizionale visto che si parla di recidiva dopo il caso Kessie).

Un gran figurone per Bacciga e i suoi camerati. Davvero. Però è riuscito a chiarire una cosa importante: di solito chi ha le polveri bagnate per difendersi finge di difendere un patria (che sia una città o una nazione). E ancora una volta, volendo ben vedere, possiamo notare che quelli del “prima gli italiani” hanno evidenti difficoltà con la lingua italiana.

Bacioni, cari consiglieri.

Fischi e fiaschi. A Verona