INCENDIATA ANCORA UNA VOLTA LA LIBRERIA LA PECORA ELETTRICA. HANNO PAURA DELLA CULTURA

DI SILVESTRO MONTANARO

Ancora una volta. E ancora una volta di notte.

La libreria La Pecora Elettrica, centro di incontro e cultura di Centocelle, nel cuore della periferia amara e desolata di Roma avrebbe riaperto i battenti nei prossimi giorni dopo aver dovuto chiudere a seguito del primo incendio in aprile.

Avrebbe potuto farlo grazie alla solidarietà del quartiere e di tanti che si erano sentiti feriti e offesi dall’essere privati con la violenza da uno dei pochi spazi di socialità attiva e partecipazione nella terra di nessuno che sono divenuti i margini della capitale.

Chi ha dato fuoco ieri notte è nemico della cultura. La teme perché sa che cultura è libertà e democrazia.

L’assenza di cultura è base fertile di tirannia, è l’humus di sciacalli e demagoghi.

Thomas Sankara diceva giustamente che la libertà, il rifiuto dei poteri forti, è innanzitutto far dilagare cultura e conoscenza. Un popolo incolto è facilmente dominabile. Si compra con la paura, con le raccomandazioni, con l’invenzione sapiente di nemici inesistenti, con l’elemosina delle briciole raccontate come grandi riforme.

Oggi tutti sembrano strapparsi le vesti di fronte a questo atto ignobile. Fascista, nazista, oscurantista. Le grandi stagioni in cui chi produceva cultura finiva al rogo, in cui i libri si incendiavano. Ipocriti.

Quella libreria doveva essere difesa, presidiata. Non lo si è fatto.

La sottocultura dell’odio, la propaganda di ogni falsità, l’inno all’uomo solo al comando e ai salvatori della patria sono divenuti dominanti in questi anni senza che ad essi ci fosse un vero e quotidiano contrasto.