LA MORTE DI MARIA PIA FANFANI

DI GIANLUCA CICINELLI

E’ morta a Roma Maria Pia Tavazzani, che dopo aver sposato in seconde nozze il leader storico democristiano Amintore Fanfani ne prese il cognome. Avrebbe compiuto 97 anni il prossimo 29 novembre. Era nata a Pavia. Fu staffetta partigiana nella resistenza al nazifascismo durante la seconda guerra mondiale, poi divenne scrittrice e fotografa, ma il centro della sua attività è stato nel campo umanitario al fianco della Croce Rossa Italiana, in cui fu presidente del Comitato Nazionale Femminile italiano dal 1983 fino al 1994. Nel 1985 divenne anche Vicepresidente della Lega Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, incarico che mantenne fino al 1989. Sposata dal ’42 al ’73 all’ingegnere Giuseppe Vecchi, sposò nel ’75 Amintore Fanfani, vedovo anch’egli, allora uno degli esponenti più importanti della Dc, di cui è stato segretario per due volte e cinque volte Presidente del Consiglio, dagli anni ’50 fino all’87.
Maria Pia Fanfani sentiva molto l’importanza della solidarietà con gli ultimi, formata a un’educazione profondamente religiosa dalla madre. E’ stata presente in particolare tramite la Croce Rossa Internazionale in 208 missioni umanitarie svolte nei Balcani in seguito alla guerra che portò alla dissoluzione della Iugoslavia. Per il suo impegno verso profughi, poveri e bambini orfani fu nominata Cavaliere della Repubblica italiana.
Non a tutti piaceva il suo stile, ritenuto presenzialista, e qualche osservatore sostenne che fu lei la prima vera first lady italiana al fianco di Amintore Fanfani. Ma lei ritenne di dover utilizzare la propria esposizione mediatica per favorire le attività di solidarietà in cui era impegnata. E la Croce Rossa Italiana l’ha voluta ricordare, appena appresa la notizia della scomparsa, con un comunicato: “Con Maria Pia Fanfani se ne va uno degli esempi più autorevoli e appassionati ai principi umanitari e all’azione filantropica del nostro Paese”.