ODISSEA PENDOLARI

DI NELLO BALZANO

Per esigenze personali ho dovuto nello stesso giorno viaggiare su diverse tratte ferroviarie con treni regionali, quindi convogli utilizzati da lavoratori e studenti pendolari, intervallati da un percorso su Frecciarossa.
Ho quindi potuto comprendere quali difficoltà vivono migliaia di persone giornalmente, contemporaneamente confrontare le differenze tra trasporto pubblico regionale e lunga percorrenza, un calvario per i primi.
Ritardi su ogni percorso, carrozze vecchie, costi non certo rispondenti alla qualità del servizio, nessun rimborso, come invece previsti sui treni ad alta velocità, insomma un Paese rimasto indietro decenni per chi è costretto a muoversi per lavorare e studiare.
Il tutto nel profondo nord, tra Liguria, Piemonte e Lombardia, quindi regioni dove il traffico pendolare è consistente, insomma si comprende quanto bisogna ancora fare per allinearci rispetto ad altri Stati europei, con i quali spesso ci poniamo quasi alla pari in termini economici.
Quello che più fa irritare è il trattamento di privilegio che godono i treni a lunga percorrenza, sempre più numerosi e presenti, anche se per brevi tratti nei percorsi regionali, il traffico locale deve rallentare notevolmente per consentire una regolarità delle Frecce e Italo, con lunghe soste fuori dalle stazioni, accumulare minimo un quarto d’ora di ritardo è per i pendolari la normalità.
Viaggiatori che spendono in un anno più di 1000 euro, sicuramente molto di più di chi in una anno mediamente utilizza l’alta velocità.
Questa è l’Italia del privato comodo, pulito e puntuale, contro quella del servizio pubblico scomodo, sporco e lento.