“ROGO DI LIBRI” A ROMA, MA LE PERSONE FATTE DI LIBRI SARANNO PIÙ FORTI DI CHI LI BRUCIA

DI VANNI CAPOCCIA

A Roma, dopo l’incendio avvenuto non a caso il 25 Aprile, per la seconda volta hanno bruciato il giorno prima che riaprisse nel quartiere di Centocelle La Pecora Elettrica, “libreria caffetteria” antifascista.

I fascisti hanno sempre avuto paura dei libri e della cultura, perché persone che leggono i libri pensano, imparano a riflettere, a conoscere meglio se stessi, a conoscere ciò che è successo e succede nel mondo.

Non a caso il nazismo organizzava i Bücherverbrennungen “roghi di libri”. Il più grande avvenne il 10 maggio 1933 cinque mesi dopo l’ascesa di Hitler al potere.

Nell’Opernplatz di Berlino furono incendiati più di 20.000 volumi. Il gerarca nazista Joseph Goebbels affermò che i roghi erano un ottimo modo “per eliminare con le fiamme lo spirito maligno del passato” aggiungendo che “l’uomo del futuro non sarà più un uomo fatto di libri, ma un uomo fatto di carattere. È a questo scopo che noi vi vogliamo educare”.

Volevano educare a loro immagine e somiglianza le persone, e i libri che educano al libero pensiero erano un impiccio al loro scopo.

In Germania Georg Salzman, dal 1976 al 2013 ha raccolto 15 mila prime edizioni sopravvissute ai roghi dei libri del 1933 conosciuti come “La Biblioteca dei Libri Bruciati”.

A Roma – città dove estrema destra e criminalità organizzata spesso si confondono l’una nell’altra attaccando luoghi di cultura, socialità e libertà – contro La Pecora Elettrica per due volte hanno tentato un “rogo di libri”.

Nonostante ciò la libreria caffetteria antifascista di Centocelle riaprirà, perché i valori sui quali è fondata non si possono bruciare come dimostra “La Biblioteca dei Libri Bruciati” di Georg Salzman. Perché le persone fatte di libri sono più forti di quelle che i libri li bruciano.

 

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