ADDIO RAGAZZI. OGGI I FUNERALI DEI TRE VIGILI DEL FUOCO MORTI AD ALESSANDRIA

DI MARINA NERI

Tre bare avvolte nel Tricolore.

“Iddio, che illumini i cieli e colmi gli abissi, arda nei nostri petti, perpetua, la
fiamma del sacrificio.”

Come grani di Rosario muta fra le labbra una preghiera. La loro preghiera.

Lutto cittadino per i tre Vigili del fuoco deceduti a seguito dell’esplosione della cascina ad Alessandria. Scoppio doloso e ancora ignote cause e colpevoli.

Tre bare con dentro i corpi di servitori dello Stato giovani, solo tre giorni fa fieri difensori delle vite altrui.

” Fa più ardente della fiamma il sangue
che ci scorre nelle vene, vermiglio
come un canto di vittoria.”
Scorre e consola la preghiera che unisce. Un’unica voce, un unico canto , un unico pianto.

Antonino Candido, Marco Triches e Matteo Gastaldo. Oggi non ci sono più.
“Quando la sirena urla per le vie della città,
ascolta il palpito dei nostri cuori
votati alla rinuncia”

Com’è vera la preghiera! Votati alla rinuncia. Senza retorica a pagare il prezzo di un dovere che si veste di passione e sa spegnere la vita al pari della fiamma.

Nell’ultimo tratto vicino la cattedrale le tre bare vengono portare a spalla dai colleghi. Volti tesi e sguardi commossi. Non è finzione. Nessun gioco o esercitazione mentre la sirena rompe il silenzio del cordoglio al pari delle lacrime.

“Quando a gara con le aquile verso TE saliamo,
ci sorregga la TUA mano piagata.”

Erano giovani è il sussurro del cuore che interrompe la preghiera: non si uccide la Vita di chi la Vita offre per salvare!
Le note del Silenzio accolgono i feretri.
E graffia quella tromba che urla al cielo il suo rabbioso dubbio: perché?

“Quando l’incendio irresistibile avvampa,
bruci il male che s’annida nelle case
degli uomini, non la ricchezza che accresce
la potenza della Patria.”

E la Patria è in lutto . È in silenzio. È in ginocchio. È in quelle mogli, padri , madri, fratelli, sorelle, colleghi che nel dolore composto celebrano il sacrificio.

È nello Stato presente con il Presidente del Consiglio e con il Presidente della Camera.

È in quel Comandante che ,commosso , parla dell’abbraccio dopo ogni missione portata a termine con coraggio e onore. In quel Comandante che nel suo : – Ciao ragazzi- racchiude il senso della grande famiglia dei vigili del fuoco.

“Signore, siamo i portatori della TUA croce,
e il rischio è il nostro pane quotidiano.
Un giorno senza rischio non è vissuto,
poiché per noi credenti la morte è vita e luce:
Nel terrore dei crolli, nel furore delle acque,
nell’inferno dei roghi.
La nostra fede è DIO
PER S.BARBARA MARTIRE. COSI SIA”

Così sia. Finisce la preghiera. Un violino, suonato da un pompiere, intona l’ Ave Maria di Shubert .

Trema l’ anima. Applauso ad accompagnare l’ uscita.

Tre bare avvolte nel Tricolore. Quanto pesa una Bandiera quando i suoi colori portano il peso del sacrificio più estremo!

– Ciao ragazzi! – sotto il peso di quel Tricolore, sono anche io uno di voi.