ATTENTI, IL FASCISMO E’ SUBDOLO

DI GIORGIO LEVI

Ho saputo da fonte affidabile che ci sono ebrei romani elettori di Salvini. Cioè, sono persone che vanno in cabina e votano l’uomo che ha sdoganato il fascismo, che ammette Forza Nuova nel suo schieramento politico e che con Casapound ha un rapporto privilegiato. Tutti dichiaratamente fascisti per loro stessa ammissione.
E allo stesso tempo si tratta di uomini e donne figli o nipoti di altri uomini e donne deportati e sterminati nei campi di concentramento grazie alle leggi razziali volute da Mussolini e condannati dalla violenta repressione del fascismo che ha fortemente perseguito l’obiettivo di eliminare l’intera comunità ebraica da questo Paese.
Io penso che non sia vero e concedo alla mia fonte la disperazione del pessimismo, considerati i tempi. Ma se fosse vero saremmo alla vigilia di un immane tragedia, ad un passo dal compiersi. Saremmo ancora una volta tornati al Vitello d’Oro. Con Salvini che prende le sembianze di Aronne.
All’avvento di Mussolini gli ebrei erano fascisti, come tutti gli altri. Papà partecipava felice al “sabato fascista”, sfilando per Torino, vestito da piccolo Ballilla sciatore. Mamma, che non era ebrea, ma aveva un padre socialista antifascista dichiarato, frequentava spensierata la casa del federale Piero Gazzotti, padre della sua migliore amica.
E nemmeno dopo la proclamazione delle Leggi Razziali molto ebrei non volevano credere che il Duce li avrebbe condannati a morire in qualche campo di concentramento. Lo zio Giacomo, ufficiale decorato al valor militare nella prima Guerra Mondiale, scrisse persino a Mussolini. E’ tutto un equivoco, non potranno toccare noi.
Sono morti in 15 di questa famiglia ad Auschwitz e chi è tornato non aveva nemmeno più la casa. Perché il fascismo è subdolo, entra dalle fessure delle porte e non esce più. Nei cortei del ’68 invitavamo i fascisti a tornare nelle fogne, non ci sono mai entrati e adesso sono tornanti più sfrontati, ignoranti e violenti di prima.