BUONGIORNO UN CORNO! VENERDI’ 8, TRENT’ANNI FA IL MURO DI BERLINO …

DI GIANLUCA CICINELLI

Liliana Segre, ex deportata sopravvissuta all’orrore di Auschwitz e senatrice a vita, è sotto scorta dopo aver ricevuto numerose minacce a sfondo razzista e antisemita. Parla di una vergogna per l’Italia il Centro Wiesenthal di Gerusalemme, intitolato al famoso cacciatore di nazisti. Ricevo minacce anche io, ha risposto l’ex ministro dell’interno Salvini. Però dai russi, che rivogliono indietro i soldi versati alla Lega.

Se il Giornale è islamofobo lo sono anche i musulmani, titola a grandi caratteri il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti, dopo Il report dell’Unione europea che accusa di islamofobobia il volume sui nemici di Oriana Fallaci pubblicato da Il Giornale. L’autore nega che l’accusa sia fondata. “Il nemico che trattiamo da amico”, una delle frasi contenute nel libro sugli islamici, è infatti un chiaro invito all’amicizia tra i popoli.

Debito pubblico, i titoli di Stato italiani più rischiosi di quelli della Grecia. Per qualche ora il debito dell’Italia è stato considerato dai mercati più rischioso di quello ellenico, ma il sorpasso è durato soltanto poche ore e a fine giornata siamo stati di nuovo scavalcati in classifica dallo stato delle finanze di Atene. E’ davvero un periodo in cui non riusciamo a primeggiare in nessuna disciplina.

Clamorosa svolta della Apple, che avrebbe fatto un’offerta economicamente molto elevata a Maria De Filippi per traghettare i suoi programmi sulla nuova piattaforma di Apple Tv che dal primo novembre scorso è disponibile nel nostro paese. Tornano alla mente le profetiche parole di Steve Jobs agli studenti californiani di Stanford: Stay foolish, Stay hungry e Stay attento che pure i geni fanno cazzate.

Si festeggiano i trent’anni dalla caduto del muro di Berlino. E’ stata lunga, c’è voluto tanto tempo, c’è voluto lo sforzo di tutte le forze politiche tedesche, europee e mondiali, la grande forza di volontà di non mollare anche quando non sembrava possibile, ma alla fine tanta determinazione è stata ripagata e oggi possiamo vedere con orgoglio che tanti altri muri sono stati costruiti: tra Botswana e Zimbabwe, tra Sudafrica e Mozambico, tra il Marocco e il Sahara occidentale, tra l’Egitto e la striscia di Gaza, tra Israele e Palestina, tra Kenya e Somalia, tra Grecia e Turchia, dentro Cipro, tra Bulgaria e Turchia, tra Ungheria e Serbia e Ungheria e Croazia, tra Austria e Slovenia, tra Norvegia e Russia, tra Russia e Lettonia, tra Lituania e Bielorussia, tra Belfast e Derry, a Calais in Francia per evitare clandestini verso il Regno Unito, tra Messico e Stati Uniti, dentro Lima per separare i ricchi dai poveri, a San Paolo in Brasile, tra le due Coree, tra India Bangladesh e Pakistan, in Arabia Saudita sia con l’Iraq che verso lo Yemen e l’Oman, tra Iraq e Kuwait, tra Iran Pakistan e Afghanistan, tra Thailandia e Malesia, tra Turchia e Siria, e infine il più geniale, quello invisibile che si trova in mezzo al mare e non si vede se non quando affogano centinaia di persone, uomini, donne e bambini nel tratto di mediterraneo che separa la Libia dall’Italia. Sembrava difficile ma ce l’abbiamo fatta a correre ai ripari dopo la caduta del muro di Berlino.