C’È TANFO DI ULTIMA WEIMAR, LÀ FUORI

DI EMILIANO RUBBI

Liliana Segre, quasi novantenne, sopravvissuta ad Auschwitz, dove era stata rinchiusa da bambina colpevole di essere ebrea, oggi deve vivere sotto scorta.

E le è stata assegnata una scorta perché, vista l’enorme mole di offese e minacce ricevute (circa duecento messaggi al giorno), si teme che qualcuno, prima o poi, dalle parole possa pensare di passare ai fatti.

Ma perché così tante persone, ogni giorno, offendono e minacciano un’anziana donna che ha vissuto sulla sua pelle una delle tragedie più grandi della storia umana?
Cosa ha fatto Liliana Segre per farsi odiare così tanto?

Fino a qualche giorno fa la insultavano semplicemente perché è ebrea ed è sopravvissuta all’Olocausto.
Tutto qui.
Ma la goccia che ha fatto davvero traboccare il vaso è stato l’annuncio di una Commissione parlamentare, di cui Liliana Segre è promotrice, che si occuperà di monitorare il razzismo e l’antisemitismo nel nostro paese.

Così, una signora di novant’anni, una bambina che ha vissuto i campi di concentramento italiani e quelli tedeschi, una tredicenne che ha dovuto ascoltare la voce del proprio papà chiederle scusa per averla messa al mondo, una donna marchiata a vita con un numero identificativo nazista tatuato addosso, nell’Italia del 2020 deve vivere sotto scorta.

E intanto Salvini, quello alleato dei neofascisti, quello che non festeggia il 25 aprile, ci fa sapere che le minacce arrivano pure a lui.
Che mica ce l’hanno solo le vecchie deportate ad Auschwitz l’esclusiva sulle minacce, oh.

Durante gli anni del nazifascismo, gli esaltati, i gerarchi, le SS o le squadracce della situazione, erano solo una minoranza.
La maggior parte della popolazione era composta da gente che taceva e acconsentiva per i motivi più disparati, per convenienza, oppure per semplice quieto vivere.
Perciò, anche quando arrivarono le leggi razziali, rimasero in silenzio.

Oggi stiamo lentamente scivolando nella stessa situazione, con una minoranza di esaltati razzisti, omofobi, fascistoidi, e una vasta maggioranza di persone che accettano passivamente, sperando che prima o poi un nuovo condono tombale o uno straccio di flat tax arrivi anche per loro.

C’è tanfo di ultima Weimar, là fuori.