COME SPIEGARE AI RAGAZZI DELLA SCUOLA LA SCORTA ALLA SENATRICE SEGRE?

DI CLAUDIA PEPE

Come faremo noi insegnanti a spiegare ai nostri studenti che Liliana Segre testimone dell’efferatezza del più feroce nazismo, perseguitata dalle leggi razziali del 1938, sfollata in altri paesi che non l’accolsero e poi deportata dal binario 21 di Milano per il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau dove perse il padre e i nonni uccisi dalla follia umana, e da dove si salvò a un soffio dalla morte, che in questa Italia devastata dal razzismo, da un’onda nostalgica di quella destra che ha calpestato tutti i diritti umani, ora deve essere un’altra volta difesa ?
Difesa solo per non aver abbassato la testa, per portare orgogliosamente il suo numero marcato a fuoco sul suo braccio. Marchiata come un animale da macellare e per essere la prova vivente della crudeltà dell’umanità?
Come faremo noi insegnanti a spiegare che questa donna che di numero di matricola faceva 75190 condannata ai lavori forzati e che fu una delle poche a sopravvivere alla furia umana ora deve essere scortata per le minacce di persone che della memoria ne hanno fatto un falò per distruggere tutte le vite umane offerte come sacrificio al peggior olocausto che il mondo ricordi?
Dovremmo cancellare con pennarelli indelebili i nostri libri di Storia, la nostra coscienza, la nostra cultura e il nostro futuro. Dovremmo far finta che non sia successo nulla, depennare capitoli di Storia, guardare negli occhi i nostri studenti e dire che questo diserto d’umanità li vuole omologare nella più volgare ideologia.
La Senatrice Liliana Segre da oggi avrà una scorta per proteggerla dagli insulti e minacce che le arrivano giornalmente. Liliana Segre, una donna che con la sua vita testimonia ogni giorno la nostra libertà, la nostra consapevolezza. Liliana Segre, che con la sua vita testimonia che la guerra non è mai finita e che ogni giorno dobbiamo costruire, coltivare e insegnare il ricordo di cosa può diventare un uomo. Liliana Segre è ritornata in una cella con il suo numero di matricola, con la sua forza per combattere come ha fatto da quando qualcuno decise che lei non poteva vivere.
Liliana Segre, che di numero di matricola faceva il 75190 è stata ri -condannata ai lavori forzati.
Per essere stata una donna violentata nelle sue viscere, nella sua intelligenza e nelle sue mani che non si sono mai piegate.
Questa è l’Italia che si inchina davanti ai vigliacchi, ai codardi, agli ignoranti.
Senatrice Liliana Segre io spiegherò ai miei studenti quello che è lei per noi e per il mondo intero.
Non cancellerò nulla delle nostre immagini e anzi, la ringrazio per quello che ha fatto per tutti noi. La sua vita, la sua determinazione, la sua volontà per far crescere questo Paese.
E da domani per me, il suo numero di matricola diventerà il mio primo tatuaggio.
Per non dimenticare mai il suo sorriso, la sua educazione e la sua grande Storia.
Questo spiegherò domani ai miei ragazzi. E lo capiranno.