CONTE-MOURINHO: QUANTE SIMILITUDINI

di VANNI PUZZOLO

Conte ha sicuramente esagerato, sbagliando tempi, modi e anche luogo, ma oltre a questi difetti, si lamenta spesso, attacca tutti, forse lo fa per spostare le attenzioni da lui, che, nelle rimonte subite e nei cambi fatti, o fatti tardi, qualche colpa l’avrà pure, però ha tanti pregi, difende strenuamente la sua squadra, ha un’esagerata esasperazione per la vittoria, e soffre dannatamente nella sconfitta.

Inoltre sa, come pochi, tirare fuori il meglio da tutti, si identifica anima e corpo con la sua squadra e vorrebbe tutto e subito, cosa che nel calcio, o nella vita, non spesso è possibile.

I giovani, non ricorderanno, ma, in pregi e difetti, assomiglia tantissimo a Maurinho, e all’Inter erano anni che mancava un condottiero così.

Nel bene e nel male serviva una personalità forte, discussa e discutibile, ma capace di catalizzare e spostare le attenzioni su di lui, e questo a volte, serve a tenere al riparo la squadra.
Era così pure il profeta portoghese, eroe del triplete.

Pure Mou ebbe uno paio di sfoghi simili: lo ebbe con la Società all’inizio, accusandola di volerlo mandare in guerra … senza armi, e Moratti gli prese prima Eto’ e poi, due giorni prima del derby, Snaider, che Maurinho mando’ subito in campo spavaldamente.

Memorabile fu lo scontro a fine primo tempo a Bergamo: perdeva due a zero, fece ai giocatori un attacco violento : “ fin d’ora avete vinto solo perché non c’era la Juve e il Milan era penalizzato, e uno scudetto siete passati a ritirarlo in segreteria”, ma per difendere poi la sua squadra, da fuoco del nemico, come amava dire lui, non esito‘ a fare il famoso gesto delle manette e a farsi squalificare.
Discusso, odiato, antipatico e insopportabile, poi però fu triplete.
Tanti giocatori tempo dopo dichiararono: “ per lui avrei potuto uccidere”, Eto’ confesso‘ che solo per lui accetto’ di giocare tante volte terzino, insomma un’antipatia che  poi divenne empatia vincente.

Le dichiarazioni di Conte, sulle poche alternative, su Sensi e Barella, colpevoli di provenire da Società di seconda fascia e di non aver vinto nulla, solo apparentemente possono sembrare attacchi personali, nella testa di Conte sono solo difese, provocazioni, per avere delle reazioni, perché lui è così: ha bisogno di questo clima, vuole che tutto sia sempre surriscaldato, e non sopporta la calda piatta.

Una sconfitta per lui è un’onta da lavare, subito, reagendo con gli occhi della tigre, cercando di tirare fuori gli attributi a tutti.

Altri allenatori perdono e spiegano che la prestazione è stata valida e che un episodio li ha condannati, diplomaticamente, Conte non lo fa.

Nella tournée americana estiva, una delle prime partite fu con la Juventus, un’amichevole, nulla di più, fini 1-1, e poi l’Inter perse ai rigori.
Un allenatore normale avrebbe detto :” calcio estivo, amichevole, buona prestazione, il risultato non conta nulla”. Conte no, dichiaro’ :” a me perdere brucia, non mi abituerò mai, e voglio che anche i miei giocatori lo capiscano fin da subito, perdere o vincere si fa la stessa carica, anzi forse lo si fa più a perdere, quindi meglio vincere!”.
Sarà un caso ma poi l’Inter in quel torneo termino’ due volte ai rigori e vinse, entrambe.

Ecco questo è Conte, chi lo prende, lo sa benissimo e sa che con lui si prende il pacchetto completo, anche i suoi dopo sconfitta.
E sa che i giocatori, dopo un paio di anni saranno spremuti e un po’ esauriti, e, o si cambiano o si deve cambiare allenatore.

Quindi urge chiarirsi, ricompattarsi e continuare così, la strada, il percorso è giusto, magari quest’anno sarà dura vincere, ma continuando così, e rinforzandosi ancora un po’, credo che qualche trofeo l’Inter lo tornerà ad alzare, con Conte.