E A NOI CHI CI SCORTA?

DI MARIO PIAZZA

E così si è reso necessario proteggere Liliana Segre con una scorta. Come un magistrato antimafia, come un giornalista che indaga su casi scottanti, come un testimone a carico di qualche boss della malavita.

Ad aggiungere una nota grottesca e rivoltante ad una necessità che da sola dovrebbe spezzarci il cuore Matteo Salvini, il guru indiscusso di chi minaccia Liliana Segre, osa paragonare la propria condizione di istigatore all’odio a quella della sua ennesima vittima.

Accostare il vissuto dei due personaggi ed il loro spessore valoriale è quantomeno sacrilego e certamente inutile rivolgendosi a persone perbene, e di condividere il mio pensiero con le altre mi importa meno di zero.
Il punto che mi spinge a scrivere è un altro:

Circa un terzo, poco più o poco meno, delle persone che ogni giorno incontriamo volontariamente e che ci sfiorano casualmente sostengono e spesso traducono in azioni concrete questo odio non solo contro i “neri invasori”, i “rom ladri” e gli “omosessuali contronatura”, ma anche contro una signora di novant’anni colpevole unicamente di essere sopravvisuta alla tragedia più orrenda dell’era moderna e di appartenere ad una religione diversa da quella che il Salvini proclama unica legittima baciando crocifissi e la Meloni sbraitando il suo patetico “Io sono cristiana!”.

Questa gente è dunque un pericolo reale, una minaccia costante che può colpire ognuno di noi senza ragione e senza preavviso, magari dando fuoco ad una libreria, magari gonfiando di botte qualcuno per una maglietta “sbagliata”, magari obbligandoci ad assistere impotenti a maltrattamenti verso chiunque sia diverso.

Tutti noi avremmo bisogno di una scorta, come i magistrati, come i giornalisti, come i testimoni e come Liliana Segre, perchè tutti noi che vogliamo vivere in un mondo civile per costoro siamo dei nemici, anche se nessuno ci invia minacce di morte su Facebook.

E allora scortiamoci da soli, reagiamo insieme a questa minaccia senza vigliaccherie, prendendoci a braccetto ogni volta che sarà necessario, perchè nonostante questa brutta nottata che stiamo attraversando noi siamo e saremo sempre più di loro.