I 75 ANNI DEL GRANDE GIGI RIVA

DI ALBERTO CRESPI

Vorrei celebrare i 75 anni di un gigante con una foto insolita, che spero dimostri la mia sportività (…). Gigi Riva, con la maglia numero 11, è qui ritratto assieme a Tarcisio Burgnich. Mi piace pensare che i due, un lombardo introverso e un friulano taciturno, si rispettassero: in fondo erano due rocce, due campioni d’altri tempi, e avevano condiviso (con un gol ciascuno, cosa per Tarcisio altamente insolita) la mitica notte dell’Azteca, quell’Italia-Germania 4-3 rimasta nella leggenda.
Questo, però, è un Inter-Cagliari del 25 ottobre 1970. Il Cagliari campione d’Italia venne a San Siro e ci spazzò via: 3-1 per loro, doppietta di Riva, gol dell’ex di Domenghini, gol della bandiera di Mazzola all’86’. Una mattanza.
Sulla panchina dell’Inter sedeva HH2, più noto come Heriberto Herrera. Dopo la giornata successiva (la quinta) fu esonerato e gli subentrò l’allenatore della Primavera, Giovanni Invernizzi, già discreto giocatore dell’Inter negli anni ’50. Rimettendo in squadra Jair, Bedin e soprattutto Corso (che HH2 aveva giubilato, e che fece un campionato strepitoso) Invernizzi diede il via a una pazzesca rimonta che ci portò allo scudetto.
Dai brutti ricordi a volte nascono belle cose. E comunque perdere con due gol di Riva non era mai una cosa brutta. Riva era un gigante. Uno dei pochi calciatori a cui si addice, con qualche cautela, la parola “eroe”.
Secondo me, il più forte giocatore italiano del dopoguerra. Auguri Gigi!