L’UE HA TAGLIATO LE STIME DEL PIL DELL’ITALIA PER IL 2020

DI FRANCESCO ERSPAMER

L’UE ha tagliato le stime del PIL dell’Italia per il 2020 di fatto invitando speculatori e elettori a sostenere la destra liberista per ricominciare a crescere. In America Moody’s ha invece previsto un facile trionfo di Trump se il PIL continuerà a crescere ai ritmi attuali. Gli economisti, sacerdoti della nuova religione della finanza globale, non perdono alcuna occasione per affermare la loro fede come vera e assoluta e diffonderla appoggiando chi si venda più facilmente alle lobby. Il loro obiettivo, al di là dell’osceno arricchimento dei ricchi e dei loro servi (sé stessi inclusi) e della concentrazione dei beni e del potere nelle mani di pochissimi individui e multinazionali, è lo smantellamento della civiltà e la regressione a uno stadio primitivo e barbarico della società umana, in cui a contare erano soltanto la forza bruta, fisica o del denaro, e i desideri più bassamente materiali e immediati. Con un vantaggio: allora le necessità erano dettate dalla realtà e dunque imputabili alla Natura o a Dio o al caso; adesso sono virtuali e dunque generate dai padroni del mondo.
Dopo millenni di religione, filosofia, politica, storia, arte e cultura, dopo secoli di scienza, l’unica priorità deve tornare a essere il consumo – la roba, come la chiamava Verga. Moody’s lo dice esplicitamente: scandali, sicurezza, identità, guerre, felicità non contano niente finché gli americani possono andare al centro commerciale o ancor meglio online per comprarsi l’ultimo gadget, ennesima illusione autoreferenziale resa indispensabile dalla martellante pubblicità. E in Italia, ve ne sarete accorti, la lotta del M5S contro la corruzione e la globalizzazione che hanno messo in ginocchio il paese non gli sta portando consensi, anzi lo penalizza nei sondaggi, perché i vantaggi non sono istantanei e buona parte degli italiani si venderebbe per 80 euro oggi (o la promessa mafiosa di un posto di lavoro o di un favore) ma non per riforme che nel tempo creino un sistema sostenibile e più giusto.
Non c’è che dire: stanno vincendo. Più che qualsiasi generazione precedente, quella di oggi è appiattita sul presente: internet e i nuovi media hanno imposto un consumismo accelerato e compulsivo non solo di inutili prodotti ma anche e soprattutto di bisogni e di idee. Il mondo che ci circonda è sempre più orrendo, distrutto dall’irresponsabile avidità umana (peggio, dall’avidità di pochi e dalla stolta condiscendenza degli altri) ma la gente si consola mettendo la testa nella sabbia della virtualità.
Ciò non significa che tutto sia perduto. Significa che occorre calibrare la resistenza e la lotta sulla gravità della situazione. Basta con le ingenuità e gli astratti furori: per uscire dalla deriva liberista servono enorme coraggio, determinazione, lucidità, organizzazione. E bisogna capire chi sono i veri nemici e le loro strategie.