TERESA BELLANOVA SVELA AI PASTORI SARDI IL BLUFF DI SALVINI SUL PREZZO DEL LATTE

DI CHIARA FARIGU

Va dritta al punto Teresa Bellanova: ‘Non vi posso promettere un euro al litro’. Determinata, dura ma sincera la ministra per le Politiche agricole nel faccia a faccia con i pastori sardi ieri nel nuorese.
Poi, affinché non vi fossero fraintendimenti di sorta ha spiegato che non si può stabilire il prezzo del latte per decreto, pertanto chi lo ha fatto credere lo ha fatto in malafede.
Chiaro riferimento alle promesse fatte dall’allora vicepremier Salvini e Centinaio, il suo predecessore, quando nel febbraio scorso scoppiò la vertenza latte.
Un bluff, uno dei tanti, giocati sulla pelle degli allevatori per accaparrarsi quel consenso elettorale che poi avrebbe portato la Lega a issare la bandiera leghista sul balcone del Palazzo della Regione.
Si era in piena campagna elettorale quando i pastori, stanchi di subire il prezzo irrisorio di appena 55 centesimi al litro, imposto dai cosiddetti ‘trasformatori del latte’, davano vita ad una delle proteste più dure mai messe in atto.
Prezzo che non ripagava neanche in parte il duro lavoro quotidiano, tanto valeva buttarlo, dissero i pastori.
Iniziò la dura protesta con lo sversamento del latte lungo le strade e le piazze dell’isola.
Le immagini fecero il giro del mondo.
Algenews s’interessò più volte della faccenda intervistando anche gli addetti ai lavori nei giorni della protesta https://www.alganews.it/2019/03/08/la-protesta-del-latte-in-presa-diretta-a-tu-per-tu-con-efisio-pastore-villacidrese/
‘L’onda bianca’ fu subito cavalcata dalla politica. A ergersi a paladino degli allevatori il ministro tuttofare, con la felpa dei 4 mori, per essere ‘sardo tra i sardi’, in quei giorni alla ‘conquista’ della Regione Sardegna. “Risolverò la faccenda in 48 ore” promise. Aggiungendo che si sarebbe arrivati al pagamento di 1 euro al litro. Si avviò una trattativa estenuante con le parti interessate. Per arrivare poi ad un accordo: 74 centesimi al litro. Per arrivare, in un secondo momento, al sospirato euro, dopo la vendita del formaggio.
Promesse però che non sono state mai mantenute.
E ieri la ministra Bellanova, nello svelare il bluff ha dichiarato ‘di non aver mai trovato le carte che confermassero questa promessa’.
Non voglio meriti, ma io non sono come quelli che vanno dove si prendono gli applausi, che vanno ad aizzare gli animi e poi scappano quando è il momento di rendere conto. Io la faccia ce la metto, anche nelle difficoltà”, ha detto ai pastori che ancora attendono una soluzione.
Poi la strada che intende percorrere: insistere sui contratti di filiera su cui ci sono 10 milioni di euro. In settimana firmeremo il decreto. Pronto anche il decreto sulla tracciabilità, assicura Bellanova.
E un tavolo per dialogare con i produttori e i trasformatori del latte fissato per il 28 novembre. Per condividere scelte e concordare obiettivi e prezzi che devono andare di pari passo.
Lavorare insieme, scrive la ministra, è l’unico modo per evitare il ripetersi di situazioni emergenziali.
La strada per la soluzione è ancora lunga. Anche se alcuni passi in avanti sono stati fatti.
Il testo dei 14 milioni per l’acquisto del Pecorino romano destinato agli indigenti, è già alla firma dei Corte dei Conti, assicura la ministra mentre in settimana, come su detto, sarà firmato il decreto sui contratti di filiera.
Fatti, non promesse, dice Bellanova.
Grave speculare sui problemi dei lavoratori quando non si hanno le certezze di poterli risolvere