CIAK, SI RISORGE, JAMES DEAN RECITERÀ IN UN FILM

DI GIOVANNI BOGANI

No, non hanno ritrovato una pellicola perduta in qualche magazzino, né i suoi home movie, o un film girato con i compagni dell’ Actor’ s Studio, riemerso dagli scatoloni della scuola. No.

James Dean, morto nel 1955 a ventiquattro anni, schiantato a centotrenta all’ ora con la sua Porsche appena comprata, divenuto icona assoluta dei volti belli e dannati, entrato per sempre nel mito anche per quella morte tragica e prematura, torna in scena.

Torna sul set. Gioca i tempi supplementari della leggenda. Sarà fra i protagonisti di un film, Finding Jack, ambientato negli anni della guerra in Vietnam.

Com’ è possibile tutto questo?

Se po’ fa’, se po’ fa’. I due registi, Anton Ernst e Tatui Golykh, realizzeranno il miracolo. Hanno ottenuto dalla famiglia i diritti di utilizzare fotografie e filmati inediti di James Dean; e poi hanno scatenato due laboratori di effetti speciali, uno in Canada e l’ altro in Sudafrica. Si occuperanno loro di resuscitare James Dean al computer.

Tecnologia, tecnologia, tecnologia. Proprio questa settimana possiamo vedere al cinema un Robert De Niro trentenne – e Al Pacino, con lui; e Joe Pesci, tutti ringiovaniti di decenni – in The Irishman di Martin Scorsese: schiere di computer all’ opera per togliere decine di anni non da una singola fotografia, ma da un’ intera performance di attore.

E il quasi miracolo è riuscito.

Adesso, si passa alla resurrezione. André Bazin, un grande teorico francese, aveva intuito già negli anni ’50 che il cinema ci regala una specie di antidoto alla morte, consegnandoci corpi eternamente vivi, congelando il Tempo in una specie di goccia di ambra.

Sì, d’ accordo, ma fino ad ora ci permetteva solo di vedere e rivedere Humprey Bogart o Ingrid Bergman in «quei» film, eternamente uguali a se stessi. Adesso, si attrezza per le resurrezioni. La cosa non è piaciuta a tutti: Hollywood sta insorgendo. Ma ormai, l’ impressione è che la rivoluzione sia iniziata. Buon futuro a tutti.

Il resto dell’articolo, insieme ad altri interventi critici, lo trovate su Quotidiano Nazionale di oggi, in edicola.