PREDAPPIO, STOP AL CONTRIBUTO. VIAGGI DELLA MEMORIA SONO DI PARTE

DI  FRANCO FREDIANI

 

 

Sindaco Canali, sì, ha ragione, siamo di parte.
Siamo ostinati, e vogliamo dare la possibilità a tutti di poter visitare quei luoghi infami dove sono avvenuti fatti che non vorremo mai più che accadessero.
Lo possiamo fare RICORDANDO, e poi raccontando a tutti ciò che è accaduto sotto il regime nazista con la complicità dell’amico fascista. Vogliamo favorire chi vuole visitare quei tragici luoghi dove MILIONI di PERSONE, di uomini, donne, bambini, anziani, sono stati, prima tenuti prigionieri in condizioni disumane, umiliati, privati della loro dignità di esseri umani, torturati e poi uccisi come animali.
La storia, signor Sindaco, non è interpretabile e malgrado gli evidenti tentativi di operare una sorta di revisionismo, non si può alterare, perché è come una fotografia.
Più volte guardiamo queste immagini, più ci rendiamo conto di quello che voleva dire Primo Levi quando scriveva “Se questo è un uomo”.
Sa’ cosa significa “Arbeit macht frei”, la scritta che capeggia all’ingresso del campo di concentramento di Auschwitz? “Il lavoro rende liberi”. La libertà però, veniva beffardamente concessa solo attraverso la dissoluzione della stessa vita umana di MILIONI di Persone.
Siamo di parte, è vero. Proviamo ancora dolore pensando a quanta “generosità” veniva “dispensata” per sollevare degli Esseri Umani, ormai ridotti a vere e proprie larve, da SOFFERENZE incredibili che mai augureremo ad alcuno. Sa’ in che modo portavano a compimento questa “generosità”?
Facendo entrare gruppi numerosi di Persone (o quel che di Loro rimaneva) in luoghi chiusi chiamati camere a gas. Entravano a decine, centinaia, e uscivano sotto forma di un fumo denso, acre che si levava in aria espandendosi per chilometri e chilometri.

Se pensa che siano favole, perché non valuta Lei stesso aggregandosi ai visitatori che grazie ai treni della Memoria visiteranno queste nauseanti realtà. In questo modo potrebbe rendersi conto di persona vedendo ciò che rimane di una realtà che invece vorrebbe oscurare.
E magari, non essendo “di parte”, potrebbe essere più credibile di noi.
In tutta sincerità siamo assaliti da un dubbio: se “noi” siamo di parte, vuol forse significare che lei sta dalla parte opposta? Dalla parte di chi nega l’evidenza di ciò che è accaduto in questi campi (e non solo), oppure non trova poi così tanto disgustoso ciò che è accaduto durante quello che, l’umanità intera, ha voluto ricordare con il grigio e tetro nome di Olocausto? La risposta è meglio non conoscerla; non solo ci rattristerebbe, ma ci fa rabbrividire al solo pensiero.
Per quanto riguarda le strumentali motivazioni da Lei addotte, compresa l’assurda analogia tra Olocausto e Foibe, prima chieda a chi conosce la storia (quella vera) e poi si esprima con qualcosa che possa essere almeno vicino ad una realtà da troppo tempo alterata, rivista e corretta ad uso e consumo del pensiero “nostalgico”. Si può anche essere di parte ma nello stesso tempo mantenersi rispettosi. L’Olocausto è una vicenda storica senza precedenti e paragoni. Dopo uno scientifico ANNULLAMENTO della Persona, seguiva la privazione della vita e poi lo smaltimento dei resti nello stesso modo in cui oggi si procede allo smaltimento dei rifiuti.
Se crede che ci siano stati altri esempi del genere non esiti a mettere tutti a conoscenza dell’accaduto. Ma non si basi sul “sentito dire” o su slogan politici. La Memoria storica non è qualcosa che si può manipolare.