STUDIO SU POLITICA E FAKE NEWS: FOLLOWER DI SALVINI E MELONI PRIMI NELLA DIFFUSIONE

DI ALBERTO EVANGELISTI

Fra poco Report ritornerà, nella puntata di questa sera, sulla questione comunicazione, disinformazione e politica. Dopo la puntata in cui la trasmissione RAI aveva evidenziato numerose anomalie fra gli account che contribuivano a diffondere i post generai dalle pagine di alcuni politici, primi fra tutti Giorgia Meloni e Matteo Salvini, si torna ad approfondire l’utilizzo che i politici fanno dei propri mezzi comunicativi, in particolar modo dei social network e di come tale uso influenzi la condivisione effettuata dai follower dei politici stessi.
Per l’occasione viene utilizzato uno studio fatto da Matteo Flora, professore a contratto ed esperto di sicurezza in rete, che si accredita come “il più vasto studio quantitativo mai realizzato in italia sui comportamenti dei follower dei politici su Twitter, in cui vengono analizzati i siti web condivisi online dai follower su Twitter di 8 personaggi politici di differenti schieramenti”.
Per lo studio sono stati presi a campione i follower attivi nell’ultimo mese di diversi politici, suddivisi in “aree”. In particolare, Per l’area Destra Matteo Salvini (panel 588.017 utenti attivi) e Giorgia Meloni (panel 355.525 u.a.); Per l’area 5 Stelle Luigi Di Maio (panel 326.457 u.a.) e Giuseppe Conte (panel 215.228 u.a.); Per l’area Sinistra Nicola Zingaretti (panel 198.829 u.a.) e Matteo Renzi (panel 1.068.799 u.a.). Infine, per l’area definita “dei diritti civili” Monica Cirinnà (panel 35.348 u.a.) e Laura Boldrini (panel 367.585 u.a.).
Dallo studio emerge, dati alla mano, un quadro abbastanza desolante e, per certi versi preoccupante, di come la rete venga utilizzata dalla comunicazione politica in maniera significativa per creare disinformazione, più che per informare.
Andiamo con ordine. Da un lato abbiamo la classifica dei siti d’informazione più condivisi dai follower dei politici esaminati. Fra questi ai primi quattro posti troviamo Repubblica, Il Fatto quotidiano, il Corriere e il sito Ansa. In particolare, nonostante ciò che si potesse immaginare, le pagine di repubblica vengono rilanciate dai follower di tutti i politici analizzati.
Quando il focus si sposta invece sulla disinformazione (ossia su siti che riportano costantemente o prevalentemente notizie false o falsamente contestualizzate) la varietà politica si riduce enormemente.
Fra i principali siti identificabili come diffusori di fake news, emergono come diffusione fra i follower di politici nazionali ImolaOggi, Voxnews e Stopcensura
Nella classifica dei follower attivi nella condivisione di fake news e pagine di disinformazione emergono nettamente, primi e secondi, quelli di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni. Terza e quarta posizione sono occupate dai follower di Luigi Di Maio e da quelli di Giuseppe Conte, intuibilmente accomunabili dalla platea originaria del Movimento 5 Stelle. Per tutti e quattro questi raggruppamenti, le pagine sopra menzionate si collocano nella zona altra della classifica dei siti più condivisi, rappresentando una percentuale significativa del totale.

 

Cambiando schieramento, anche se con un distacco significativo, fra i diffusori di disinformazione troviamo i follower di Mattero Renzi, seguiti da quelli di Nicola Zingaretti. Del tutto marginale invece la partecipazione alla condivisione di fake news da parte dei follower di Monica Cirinnà e di Laura Boldrini.
Dallo studio emerge anche il ruolo preminente di Youtube: il solo sito di condivisione video, con oltre 1.600.000 condivisioni, rappresenta per volumi una dimensione pari alla somma dei primi 5 siti di informazione italiani condivisi, configurandosi di gran lunga come la prima fonte informativa condivisa dai seguaci dei politici italiani su Twitter.
Va peraltro sottolineato che lo stesso Youtube, essendo un contenitore ad accesso libero, è spesso veicolo della diffusione di notizie false o falsatamene circostanziate.
I numeri, come detto, descrivono una tendenza preoccupante per più di un motivo. Viene in primo luogo confermato un sentiment già presente in chi ha confidenza con la rete e l’utilizzo dei social network: l’opinione politica si forma ormai prevalentemente in rete, attraverso la condivisione di pagine, video e contenuti vari. La criticità evidente è che, tuttavia, una parte significativa delle informazioni che circolano è volutamente del tutto falsa o, altrettanto spesso, volutamente mal circostanziata, proprio al fine di formare una determinata opinione sui fatti politicamente rilevanti.
Sempre l’analisi numerica evidenzia peraltro che l’utilizzo sistematico della disinformazione non è trasversalmente ed equamente distribuito fra gli schieramenti: il duo sovranista Salvini-Meloni è infatti quello che, di gran lunga, ha follower più attivi nella condivisione di fake news, seguiti dai seguaci dell’altro duo, quello a 5 Stele Conte-di Maio.

Come se non bastasse, si evidenzia che la condivisione delle pagine contenenti “bufale”, anche solo per smentirle, finisce complessivamente per aumentarne la visibilità e la diffusione.

Pare peraltro che i leader degli schieramenti maggiormente esposti da questa tendenza, non abbiano minimamente, fra le proprie priorità, quelle di contrastare il fenomeno, parendo invece di gran lunga più propensi a cavalcarne l’onda, approfittando del sentiment positivo che da tali bugie, mediaticamente diffuse ad arte, deriva per le proprie ideologie e per i risultati elettorali conseguenti, in fondo, come si dice…”Se dici una menzogna enorme e continui a ripeterla, prima o poi il popolo ci crederà”