ATTACCO AL SANTO PADRE. GIÙ LE MANI DA PAPA FRANCESCO

DI LUCA SOLDI

Si sono scomodati in cento uomini di Fede, così dicono di loro stessi, contro Papa Francesco.
Sarebbe il Pontefice il colpevole, secondo il parere di questi “studiosi”, di “atti sacrileghi”, di profanazioni della chiesa e atti di adorazione idolatriche. Ma si sono ritrovati proprio loro ad esser fuori della Chiesa.
Non solo l’azione di “idolatria della dea pagana Pachamama”, si legge nel documento anti-Bergoglio firmato dai cento che contestano l’interpretazione del ‘Documento sulla Fraternità Umana’ che il Pontefice ha siglato il 4 febbraio scorso con il Grande Imam della moschea di Al-Azhar, considerato la massima autorità teologica islamica.
“Questa dichiarazione affermava che ‘il pluralismo e la diversità di religioni, colore, sesso, razza e linguaggio sono voluti da Dio nella Sua saggezza, attraverso la quale ha creato gli esseri umani. Questa saggezza divina è la fonte da cui discende il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi’. Il coinvolgimento di papa Francesco nelle cerimonie idolatriche indica che egli intendeva dare a questa affermazione un senso eterodosso, il quale consente che l’adorazione pagana di idoli venga considerata un bene voluto da Dio in senso positivo”.
“Il 4 ottobre – si legge nel documento – papa Francesco ha partecipato ad un atto di adorazione idolatrica della dea pagana Pachamama. Ha permesso che questo culto avesse luogo nei Giardini Vaticani, profanando così la vicinanza delle tombe dei martiri e della chiesa dell’Apostolo Pietro. Ha partecipato a questo atto di adorazione idolatrica benedicendo un’immagine lignea della Pachamama”.
Pachamana sarebbe una divinità venerata dagli Inca e da altri popoli abitanti l’altipiano andino, quali gli Aymara e i Quechua. Secondo la tradizione sudamericana sarebbe la dea della terra, dell’agricoltura e della fertilità.
Tra le altre accuse a Jorge Maria Bergoglio, il documento cita: “Il 7 ottobre, l’idolo della Pachamama è stato posto di fronte all’altare maggiore di San Pietro e poi portato in processione nella Sala del Sinodo. Papa Francesco ha recitato preghiere durante una cerimonia che ha coinvolto questa immagine e poi si è unito a questa processione”.
“Quando le immagini in legno di questa divinità pagana sono state rimosse dalla chiesa di Santa Maria in Traspontina, dove erano state collocate sacrilegamente, e gettate nel Tevere da alcuni cattolici oltraggiati da questa profanazione della chiesa, papa Francesco, il 25 ottobre, si è scusato per la loro rimozione e una nuova immagine di legno della Pachamama è stata restituita alla chiesa. In tal modo è incominciata un’ulteriore profanazione”.
Non ci sono risposte a queste ingiurie che continuano nel solco di un tentativo di demolire non solo il pontificato di Francesco ma bensì tutta la Chiesa fondata sulla Parola dele Letture. Posizioni che si possono collocare il limite di uno scisma
E così che viene spontaneo di accostare queste parole basate sull’odio, sulle fragilità con ben altre espresse proprio oggi dal Santo Padre.
In un contesto diverso Francesco ha voluto ricordare che il demonio esiste e per la sua invidia per il Figlio di Dio che si è fatto uomo.
E semina l’odio nel mondo, provocando solo distruzioni materiali e morali ed infine la morte. Papa Francesco ha voluto ribadire questo concetto nell’omelia della Messa del mattino a Casa Santa Marta.
Una Omelia dedicata al brano del Libro della Sapienza (Sap 2,23-3,9) e proposto dalla liturgia nella Prima lettura. Il Papa ha analizzato il primo verso, nel quale il profeta ricorda che “Dio ci ha creati a immagine sua, siamo figlio di Dio”, ma subito dopo aggiunge “ma per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo”.
“Questa –  ha spiegato il Papa –  è la radice dell’invidia del diavolo, è la radice dei nostri mali, delle nostre tentazioni, è la radice delle guerre, della fame, di tutte le calamità nel mondo”. Distruggere e seminare odio, ha proseguito il Papa, “non è una cosa abituale, anche nella vita politica”, ma “alcuni lo fanno”. Perché un politico ha spesso “la tentazione di sporcare l’altro, di distruggere l’altro”, sia con bugie, sia con verità e non fa così un confronto politico sano e pulito “per il bene del Paese”. Preferisce l’insulto, per “distruggere l’altro”. “Io sono bravo, ma questo sembra più bravo di me?”, pensa, e allora “lo butto giù, con l’insulto”.
Vorrei che oggi ognuno di noi pensasse questo: perché oggi nel mondo si semina tanto odio? Nelle famiglie, che a volte non possono riconciliarsi, nel quartiere, nel posto di lavoro, nella politica… Il seminatore dell’odio è questo. Per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo, alcuni dicono: ma padre, il diavolo non esiste, è il male, un male così etereo… Ma la Parola di Dio è chiara. E il diavolo se l’è presa con Gesù, leggete il Vangelo: che abbiamo fede o che non ne abbiamo, è chiara.
Preghiamo il Signore, è stata infine l’invocazione finale di Francesco, “che faccia crescere nel nostro cuore la fede in Gesù Cristo, suo Figlio”, che ha preso la nostra natura umana, “per lottare con la nostra carne e vincere nella nostra carne” il diavolo e il male. E che questa fede “ci dia la forza per non entrare nel gioco di questo grande invidioso, il grande bugiardo, il seminatore di odio”.