PIOMBINO. IL SINDACO INSULTA UNA CITTÀ ANTIFASCISTA

DI FABIO BALDASSARRI

Sono stare rese note ieri, sul quotidiano il Tirreno, alcune frasi del sindaco Francesco Ferrari che, almeno per una parte, in fondo riporteremo

testualmente. Leggendo il tutto ci sarebbe da trasecolare. In un colpo solo troviamo insulti per una Città che è Medaglia d’Oro per l’unità tra i cittadini e i soldati realizzatasi agli albori della Resistenza durante la Battaglia del X Settembre 1943, nonchè palese ignoranza per le distruzioni subite durante i bombardamenti e per lo sforzo degli amministratori locali (nel dopoguerra) per ridare un’abitazione e i servizi alla popolazione nell’ostilità di governi nazionali che praticavano il clientelismo attraverso i “boiardi di Stato” e, visto il colore tendente al rosso della prevalente classe operaia, praticavano discriminazioni e ostruzionismo verso chi fronteggiava un’industria siderurgica che pure risultava essenziale per la Ricostruzione del Paese. Ciononostante, oggi, è sotto gli occhi di tutti che a differenza di altre aree del Paese definitivamente compromesse, qui è stato salvaguardato un paesaggio di rara bellezza tanto che è meta turistica non solo per il mare (con le sue bandiere blu), ma anche per le vestigia medievali restaurate, l’archeologia etrusca valorizzata e l’unità territoriale con la Valdicornia. Qui opera dalla prima metà degli anni novanta la Società dei Parchi, i vini sono diventati doc, la produzione olearia è prestigiosa e l’attività portuale (dopo gli ultimi investimenti della Regione) non serve più solo per gli approdi industriali e per l’attracco dei traghetti che vanno e vengono dall’Isola d’Elba, ma vi arrivano anche navi da crociera. Una Città e un territorio, oltretutto, che attraversa un momento di passaggio difficile per la dimensione nazionale e internazionale delle sue industrie, con l’Italia in crisi e l’Europa che corre di nuovo il rischio della recessione in un mondo in cui, dopo il crollo del muro di Berlino, non si sono ancora disperse le polveri della guerra nei Balcani, implodono questioni geopolitiche e militari dall’Ucraina al Medio Oriente e si assiste persino alla recrudescenza del golpismo nel Sud America e alle dimissioni cui è stato costretto, proprio ieri, Morales in Bolivia. Il tutto, in aggiunta all’ennesima sanguinosa mortificazione dei Curdi e alla guerriglia urbana di Hong Kong. Leggiamo in ultimo, ma non per ordine d’importanza, che viene sbeffeggiata una delle poche sopravvissute ai campi di concentramento nazisti ancora in vita, Liliana Segre, offesa persino nella veste istituzionale che le ha affidato il Capo dello Stato nominandola senatore della Repubblica Italiana. Leggiamo tutto questo e (lo ripeto) trasecoliamo. Poi ci sono quelli, in alcuni commenti sui social network, che a difesa del sindaco usano l’argomento discarica. Ma cosa c’entra la discarica, tra l’altro sempre più percepita come obbiettivo di un banale e cinico cambio di gestione nell’interesse degli amici degli amici piuttosto che per un episodio di autentica sensibilità ambientale? Cosa c’entra il piccolo cabotaggio, su cui è facile costruire un impianto accusatorio intriso di demagogia, con così grandi questioni? Se qualcosa (non di sinistra, ma almeno di democratico resta nelle teste di chi ha votato questa destra), gli ex che hanno abboccato a un’illusione di civismo mollino subito gli ormeggi. Mandino alla deriva una barca che si sta  mostrando, davanti alla sede di Fratelli d’Italia, così retriva. Stiano attenti perché questa barca potrebbe portare a fondo anche le loro coscienze! Segue ciò che abbiamo letto su Il Tirreno, ma che abbiamo anche visto in uno squallido video con sullo sfondo la fiamma tricolore che apparteneva al MSI.

“La richiesta di cittadinanza onoraria per la senatrice Liliana Segre, una delle ultime testimoni degli orrori di Auschwitz, avanzata da Rifondazione comunista, è stata bocciata pubblicamente dal sindaco Francesco Ferrari. Il no del sindaco alla proposta è arrivato durante la cerimonia d’inaugurazione in via Giuseppe Garibaldi della sede del suo partito, Fratelli d’Italia. Ferrari ha sostenuto che si tratta di «una richiesta provocatoria, perché questa onorificenza si concede a coloro che la meritano per aver dato un ritorno alla città», e che comunque si tratta «di una strumentalizzazione di chi non ha argomenti da proporre per il territorio». Per lui, che ha parlato della caduta lo scorso 9 giugno «del muro di Piombino», successivo ai decenni precedenti «quando qui la democrazia non esisteva», ora «occorre impegnarsi per far cadere anche il governo regionale alle prossime elezioni».”

Nel frattempo è accaduto che di quanto detto da questo sindaco durante l’inaugurazione della sede di Fratelli d’Italia a Piombino, ne hanno parlato televisioni e altri organi d’informazione. A questo punto, forse premuto da altri un po’ più accorti di lui, ha ritrattato la parte relativa alle affermazioni su Liliana Segre. Ma la questione non è solo di bon ton e, intanto, i buoi dell’intolleranza sono scappati dalla stalla pensando di rivalersi scrivendo ingiurie sulla targa dell’organo di stampa che per primo ha diffuso l’informazione: la redazione locale del quotidiano Il Tirreno. In proposito non ci resta che riferire quanto comunicato dall’Assostampa Toscana (AST): “E’ sempre intollerabile l’attacco a un giornale, ma in questo caso l’indignazione è più forte perché sembra che il gesto s’inserisca nella polemica sulla proposta di conferire la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre, vittima di minacce razziste e costretta, ora, ad essere scortata dai carabinieri”. Conclude, il comunicato dell’AST, invitando “le istituzioni a reagire e a esprimere forte vicinanza a Il Tirreno e al suo direttore”, e si augura che “le forze dell’ordine riescano a individuare le mani e le menti che hanno voluto offendere il giornale e i sentimenti di libertà e democrazia che esprime da sempre”.

Noi di Alganews, ci uniamo a queste considerazioni ed esprimiamo preoccupazione per il fatto che rigurgiti di neo-fascismo, razzismo e antisemitismo presenti in altre parti d’Italia, facciano capolino persino in una Città Medaglia d’Oro della Resistenza come Piombino, in cui la forte presenza di una classe operaia organizzata e combattiva è stata, per decenni, motivo di orgoglio e presidio di civiltà e democrazia. È chiaro che la sinistra, se vorrà portarne degnamente l’eredità, dovrà farsi carico di nuovi, pressanti e inediti interrogativi sul piano economico, sociale, culturale e politico.