RIACE, TRIBUNALE: IL SINDACO LEGHISTA ERA INELEGGIBILE

DI MARINA NERI

Esiste una legge del 2000, la n. 267, che è il Vangelo per le amministrazioni. Si chiama Testo Unico per gli Enti locali. TUEL, comunemente conosciuto. Dal 2000 questo testo contiene due articoli importantissimi : art 60 e art. 61. Entrambi prevedono ed elencano le cause di ” ineleggibilitá”

Detti articoli sono chiari e non necessitano di particolare competenza giuridica per essere compresi.” Non sono eleggibili a sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale e circoscrizionale:
il Capo della Polizia, i vice capi della polizia, gli ispettori generali di pubblica sicurezza…e i dipendenti che dirigono o coordinano i rispettivi uffici, i magistrati, dipendenti della provincia o del comune nell’ ambito delle elezioni riguardanti quel comune o quella provincia, funzionari delle aziende a partecipazione dell’ ente, amministratori già in carica presso altro Ente.”

Antonio Trifoli, sindaco di Riace succeduto a Lucano, è un ispettore della sicurezza, vigile urbano, presso il comune di Riace con un contratto a tempo determinato.

Fino al 27 aprile, in base al TUEL non si sarebbe potuto candidare e dunque essere eletto.

La legge ancora una volta è chiarissima a riguardo e non necessita, se solo venisse applicata, di alcuna interpretazione. I soggetti che aspirano a candidarsi, sapendo di essere nelle condizioni di cui all’ art. 60 ( condizioni di ineleggibilitá) possono candidarsi a patto che si dimettano e lascino l’incarico entro termini perentori indicati dalle norme medesime.

Invece, Trifoli non si è dimesso, ha chiesto (e ottenuto) l’aspettativa non retribuita per motivi elettorali.

L’ aspettativa , ben si comprende, è cosa diversa dalle dimissioni e non è contemplata dal TUEL per i casi di eleggibilitá.

C’è una ragione che sta alla base della previsione normativa.

La particolare posizione pubblica del dipendente/funzionario che diviene candidato, potrebbe di fatto avere un notevole peso o ascendente più o meno legittimo sulla libera espressione del voto dell’elettore, potendo giungere a una sorta di coartazione della libertà del voto medesimo.

Lo ha stabilito la Costituzione all’ art. 51 comma 1 che “il diritto di accesso alle cariche elettive non è incondizionato, ma può essere esercitato solo in presenza dei requisiti stabiliti dalla legge”.
La legge c’è ed è il TUEL.

Forti di questa normativa all’ indomani delle elezioni a Riace sono stati presentati due ricorsi. Uno sottoscritto dalla candidata a sindaco della lista in cui era candidato a consigliere lo stesso Mimmo Lucano e un altro sottoscritto da tre cittadini elettori.

Inoltre la direzione centrale per gli Uffici territoriali del Governo e per le Autonomie locali del ministero dell’Interno aveva, nelle more, espresso un parere a riguardo in cui aveva ribadito la validità della vigente normativa e la conseguente ineleggibilitá del Sindaco di Riace.

Nel parere si leggeva ” non ha importanza se il dipendente/candidato sia legato al Comune da un rapporto di lavoro a tempo parziale o a tempo pieno oppure che l’impiego sia di diritto pubblico o privato, avendo importanza solo l’elemento della “subordinazione del prestatore di lavoro rispetto all’Ente pubblico”.

La palla, essendo chiarissima la legge, sarebbe dovuta passare immediatamente al Consiglio comunale, organo deputato per legge a invalidare l’ elezione del sindaco nella sua prima seduta e prima di deliberare su altro. L’ art. 41 del TUEL è esplicito a riguardo.

Ma il Consiglio cittadino, a trazione leghista, aveva glissato sulle richieste di Maria Spanò, unica consigliera comunale della lista “Il cielo sopra Riace” ed ex candidata sindaco. La donna aveva immediatamente chiesto, all’indomani delle elezioni, che il presidente del consiglio comunale di Riace contestasse formalmente l’ineleggibilità del sindaco.
Chiedeva, altresì, alla Prefettura di avviare le procedure necessarie per la pronuncia di decadenza dall’ incarico del sindaco eletto.

La Spanò intervistata subito dopo l’ esito elettorale, aveva dichiarato “Non sono richieste estemporanee, si tratta della procedura prevista dal Tuel in questi casi. Del resto, non è l’attuale maggioranza che ha impostato tutta la propria campagna elettorale sul rispetto delle leggi?” ( cfr Corriere della Calabria) .

Gli iter amministrativi, nella nazione della burocrazia elefantiaca, hanno la durata di ere geologiche.

Durata tale da consentire il mutamento genetico della stessa idea dell’accoglienza in Riace. Via i cartelli inneggianti alla integrazione e Interazione sostituiti con benedizione Urbi et orbi dal cartello dei santi Cosma e Damiano. Via simboli di solidarietà come l’ ambulatorio per tutti gli indigenti Jimuel . Via ogni traccia del “Vento ” di Lucano.

Fino a che i tempi della magistratura ,per una volta più celeri degli altri tempi di questa nazione, non hanno messo la parola ” certezza” sulla vicenda. Sebbene non ancora la parola ” fine”.

Antonio Trifoli , Sindaco di Riace, è ineleggibile.
Ieri la sentenza del Tribunale di Locri.
Confermate le argomentazioni del ricorso presentato dalla ex candidata a Sindaco Maria Spanò.

Un giudizio che ha visto la costituzione della Prefettura a corroborare la tesi difensiva della ricorrente e il Comune di Riace ad adiuvandum delle ragioni del sindaco.

Di norma le sentenze di primo grado sono immediatamente esecutive. In linea di principio la Prefettura dovrebbe accertare che l’amministratore si astenga dall’esercizio delle proprie funzioni.

Soccorre in questo caso l’ art. 53 del Testo Unico degli Enti locali che stabilisce che in questi casi le funzioni saranno svolte dal vice sindaco, sempre pero’ che il sindaco non abbia promosso appello.

In questo caso la legge prevede che l’esecuzione della sentenza emessa dal Tribunale resta sospesa in pendenza di ricorso alla Corte di Appello.

Laddove la pronuncia di secondo grado sia ancora confermativa della decadenza, per effetto dell’esecutività della stessa, rimane precluso all’amministratore l’esercizio delle relative funzioni.
Ma se lo stesso ha ottenuto dalla Corte di Appello la sospensiva della sentenza che ne ha dichiarato la decadenza, o ha proposto il ricorso per Cassazione la procedura di scioglimento potrà essere avviata solo dopo il passaggio in giudicato della sentenza.

Quindi dopo il terzo e definitivo grado di giudizio è sempre che sia confermativo degli altri due.

Mimmo Lucano intervistato sull’ esito del processo , ha dichiarato:” Io ho accettato l’esito politico delle elezioni, per cui non mi sono interessato a queste vicende legali. La battaglia vera per me rimane sul piano della costruzione di un’alternativa concreta nella società. Da quello che abbiamo visto in questi mesi, la loro impostazione è diametralmente opposta alla nostra”.

Adesso la parola potrebbe passare alla Prefettura che avvalendosi del parere del Ministero dell’Interno, potrebbe decidere di commissariare il comune senza attendere i tempi processuali.

Forse ” è stato il vento”, quello nuovo, a spirare ancora una volta sul paesino della Locride.

Foto di Marina Neri