SALVINI, LE SARDINE, IL BENESSERE EMILIANO NEL 2019

DI DANILO MASOTTI

Io posso arrivare a capire molte paure dei tifosi, ma non in Emilia-Romagna, regione che adoro (escluse le zone di Parma e PIacenza), ben amministrata, dove proprio non riesco a comprendere questo aver paura della Borgonzoni, candidata debolissima, senza speranze che già una volta ha provato ad espugnare Bologna e non ce l’ha fatta.
Se vivi in Emilia-Romagna e hai paura che vinca la Borgonzoni, secondo me sei a livelli di autostima talmente bassi o di totale mancanza di percezione della realtà che meriti solo di trascorrere notti insonni pensando allo spread, a quota 100, al reddito di cittadinanza, alle inchieste di Report sulle oche nei piumini Moncler, alla pensione, a “cosa ne sarà dei nostri figli” pur non avendone, alla Brexit, alle elezioni in Umbria e al referendum delle trivelle.
E poi cos’è ‘sta storia delle sardine?
Sta gente che si pressa sul crescentone per dare un segnale a cl’èter imbezel al Palasport che fa arrivare i pullman dalla Lombardia, una delle regioni più antipatiche del mondo.
Ma lasciatelo perdere, a Bologna il 14 novembre, come in qualsiasi altro giorno dell’anno ci saranno #troppieventi, quindi ignoratelo e lasciate stare le sardine, animaletti graziosi e puzzolenti che pare che in questi giorni abbiano presentato un esposto in procura perché si sentono un po’ prese per il culo (che poi, dove lo hanno il culo le sardine?).
Ma che benessere è il flash mob parrocchiale delle sardine? Perchè si sa come vanno a finire ‘ste cose, vero? Tipo che a un certo punto arriveranno i vegani o gli animalisti su facebook a rompere i maroni che “non si usano le sardine per far politica”, “non mangiae più le sardine”, “le sardine fanno di Taranto contengono veleni e fanno venie i tumori” e per l’ennesima volta si farà un favore e si darà visibilità a Salvini che prenderà sempre più voti. Salvini li prenderà, non la Borgonzoni, Salvini.

#vabanacaghèr