VENEZIA SOMMERSA DALL’ACQUA. DANNI INESTIMABILI. ACCUSE INCROCIATE SUL MOSE

DI MARINA POMANTE

Oggi Venezia affonda davanti agli occhi di tutto il mondo. Sommersa dall’acqua sfiorando il record del 1966.

Tutte le scuole rimarranno chiuse. Regolarmente in funzione sono rimasti i vaporetti dell’Actv, ma per motivi di sicurezza la situazione è mutevole e potrebbero subire il fermo se la marea supererà il metro e 50. Anche la sede municipale di Ca’ Farsetti, affacciata sul Canal Grande è rimasta isolata, a causa della dalla marea. I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte per spegnere l’incendio all’interno del Museo di Ca’ Pesaro, provocato dal malfunzionamento della cabina elettrica e nella notte hanno inoltre effettuato un centinaio di interventi. Molti sono gli Hotel devastati e allagati, a cominciare dallo storico Gritti. Affondati Traghetti e motoscafi. Sono una sessantina le imbarcazioni danneggiate molto pesantemente, tra le quali alcuni vaporetti. Lo stesso Centro Maree è stato vittima della mareggiata, che ha danneggiato le linee telefoniche, e per questo non è contattabile, se non con i canali Telegram Centro Maree Informa, Centro Maree avvisa, e il sito internet. La Basilica di San Marco è inondata, l’acqua ha sommerso la cripta. Due morti all’isola di Pellestrina, un anziano è stato colpito da un fulmine mentre tentava di riparare una pompa idraulica. L’isola è ancora senza corrente e praticamente isolata.

I danni, da stimare sono per centinaia di milioni di euro, lo dichiara il sindaco Luigi Brugnaro che ha passato la notte a far sopralluoghi in ogni dove, ed ha chiesto la dichiarazione di stato di emergenza. Il premier Giuseppe Conte insieme al ministro alle Infrastrutture Paola De Micheli è arrivato nel pomeriggio e si tratterrà fino a giovedì: “è una situazione drammatica, c’è una comunità che soffre”, ha dichiarato.

Conte ha affermato che non è ancora possibile fare una stima dei danni e: “Domani c’è un Consiglio dei ministri tecnico, molto limitato, che sicuramente prenderà in carico la richiesta di stato di emergenza del presidente Zaia. Allo stato non ci sono ragioni per negare lo stato di emergenza e stanziare i primi fondi”, ha detto il premier al termine della riunione tecnica post-acqua alta a Venezia. “Per il Mose siamo nella dirittura finale, siamo al 92-93% dell’opera e guardando all’interesse pubblico non c’è che da prendere una direzione nel completamento di questo percorso”. “Il governo è presente, siamo qui per dare il segno di una fattiva partecipazione del governo. Venezia è un patrimonio dell’Italia e dell’umanità che ha bisogno di risolvere una serie di problemi storici che si trascinano”.

Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha telefonato al sindaco Brugnaro per informarsi sulle condizioni della città.

Il ministro degli esteri e leader M5S, Luigi Di Maio, ha annunciato una moratoria per famiglie e imprese.

Il ministro della cultura Dario Franceschini “ha attivato sin dalle prime ore di allerta a Venezia l’unità di crisi per la verifica e la messa in sicurezza del patrimonio culturale”. Il Governatore Luca Zaia: “Abbiamo davanti una devastazione apocalittica e totale, ma non esagero con le parole, l’80% della città è sott’acqua, danni inimmaginabili, paurosi”.

Il sindaco di Venezia Brugnaro ai microfoni di Tagadà “Chiesto lo stato di crisi. Servono risorse importanti. Necessario finire il Mose, l’acqua non si ferma con le mani o con i discorsi”.

Il sindaco ha inoltre aggiunto:”Le stime dei danni sono molto ingenti. Parliamo di centinaia di milioni di euro. Qui non si tratta di quantificare i danni soltanto, ma del futuro stesso della città. Perchè lo spopolamento di Venezia nasce anche da questo”. “Se un giovane vede che stiamo dando delle soluzioni pensa di vivere in centro storico, altrimenti pensa solo ad andar via, perchè non si riesce più a vivere in questo modo”.

Era intervenuto su Twitter gia dalle prime ore di questa mattina: “Venezia è in ginocchio. La Basilica di San Marco ha subito gravi danni come l’intera città e le isole. Siamo qui con il Patriarca Moraglia per portare il nostro sostegno ma c’è bisogno dell’aiuto di tutti per superare queste giornate che ci stanno mettendo a dura prova”.

Anche il procuratore della Basilica di San Marco, Pierpaolo Campostrini ha detto all’ANSA: “Siamo stati a un soffio dall’Apocalisse, a un pelo dal disastro. L’acqua è entrata nella basilica, ha allagato il pavimento e rompendo le finestre è entrata nella cripta, allagandola. La cosa è pericolosa perché l’acqua avrebbe potuto dare problemi statici alle colonne, che reggono la basilica”.

Il segretario generale Mibact, Salvo Nastasi ha dichiarato all’ANSA: “Impossibile al momento quantificare i danni al patrimonio artistico e in particolare a San Marco, ma la situazione è estremamente complessa e preoccupante”. Ricorda inoltre che i sovrintendenti sono al lavoro e hanno messo a disposizione tutti i loro restauratori. In attesa delle valutazioni stiamo verificando tutti i capitoli di spesa del Mibact per fare il punto sui fondi da destinare al patrimonio artistico veneziano”.

L’acqua alta non ha risparmiato il Teatro La Fenice: non ha intaccato la struttura ma ha invaso le aree di servizio rendendole inutilizzabili, è stato disattivato il sistema elettrico e quello antincendio.

I concerti di stasera e di domani 14 novembre sono stati annullati. Lo annuncia il teatro veneziano su Twitter.

“Registriamo inoltre un guasto ai servizi di biglietteria (anche on-line). Vi teniamo aggiornati”, prosegue la Fenice, che in precedenza, in un primo tweet, aveva scritto: “Vi daremo presto notizie sulle nostre attività per ora sospese”.

Tra le forze politiche scoppia l’ennesima polemica per il Mose che è costato miliardi e mai stato realizzato.

Migliaia le reazioni sui social, da tutto il mondo solidarietà e sostegno alla città, messa nuovamente in ginocchio dalla

marea record tra martedì e mercoledì. Nel nostro Paese sui social c’è stata una sfilza di accuse incrociate di inefficienze tra enti locali e governo. Al centro delle polemiche gli infiniti lavori per il completamento del Mose: “È un’opera costata 5 miliardi di euro e ancora non è in funzione. Non si sa se funzionerà ma farla funzionare costerà 80, 100 milioni l’anno. Non è un’opera della Regione Veneto. Se il Mose fosse entrato in funzione avrebbe bloccato le maree”.

Così non è stato, e tutta la città è finita sott’acqua come accadde dal 1966. Il problema della gestione del Mose però era noto a Roma, come ha rivelato su Twitter il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà: “Pochi giorni fa ho parlato con il Ministro delle Infrastrutture De Micheli. A giorni arriverà la nomina del commissario per il Mose che va finito il prima possibile”. Il titolare dell’Ambiente Sergio Costa aggiunge che “è tempo di agire subito contro i cambiamenti climatici, con scelte di politica economica coraggiosa che questo governo sta già mettendo in campo con il decreto clima”, come ripetono tutti i governi degli ultimi trent’anni. Intanto le paratie alle entrate della laguna, sono solo coplite dagli scandali politici, che hanno portato ad arresti per tangenti.

Dal sindaco Brugnaro l’esortazione: «Il Mose va finito e vogliamo partecipare alla gestione del sistema di barriere mobili, inserendolo in un piano più generale di regia che coinvolga anche idrovore, sistema antincendio o fognature».

I lavori all’opera sono partiti nel 2003 in seguito all’allungamento dei tempi per la costruzione. Ad ottobre un nuovo stop alla fase di test delle paratoie, avviata a luglio e che stava per concludersi in una data simbolica, quel 4 novembre che ricorda l'”Aqua granda” del 1966.

La data di conclusione e di consegna è indicata al 31 dicembre 2021, dopo il collaudo del sistema degli impianti che muovono le dighe.

Il costo di tutta l’opera, in base alle previsioni contenute nel Bilancio 2018 del Consorzio Venezia Nuova, è calcolato in 5.493 milioni, stanziati in 15 anni, dal 2003 al 2018. I restanti finanziamenti programmati dal governo ammontano a 221 milioni, dal 2017 fino al 2024, ossia per i successivi tre anni dopo la chiusura dei cantieri dell’opera.