A PROPOSITO DELLA PROPOSTA DI LEGGE SUI POTERI E LE FUNZIONI DI ROMA CAPITALE

DI STEFANO FASSINA

Su alcuni quotidiani, leggiamo citazioni della proposta di legge, elaborata dal M5S della Camera, sui poteri e le funzioni di Roma Capitale. Vi sono tanti spunti interessanti e potenzialmente positivi, ma ha un problema di fondo che la rende insostenibile: l’istituzione di riferimento non può essere il Comune di Roma. L’area comunale è troppo grande e, al contempo, troppo piccola per gestire in modo efficiente e efficace trasporti, rifiuti, urbanistica. Prima di chiedere maggiori poteri e maggiori risorse, la Sindaca Raggi deve attuare quanto previsto dallo statuto della Città metropolitana: elezione diretta del Sindaco e del consiglio della città metropolitana e trasformazione dei Municipi in Comuni metropolitani. Senza tale innovazione istituzionale, non ha senso la richiesta contenuta nella bozza di legge, anzi è dannosa: portarla avanti indebolisce ulteriormente la possibilità di dare a Roma lo status giuridico e finanziario che le è dovuto in quanto capitale. È necessario e urgente fissare il Consiglio Comunale richiesto dalle opposizioni in Campidoglio per affrontare, secondo una coerente logica politica e istituzionale, le proposte istituzionali e finanziarie per Roma.

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