PHILIPPE DAVERIO E L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL RAZZISMO

DI RAFFAELE VESCERA

Il nostro Philippe Daverio, critico d’arte per la maggiore, è tornato alla carica: “I siciliani? Problemi di super ego. Ci vorrebbero migliaia di psichiatri”. Questo dopo aver detto, in occasione della polemica sul borgo più bello d’Italia, il cui primo posto è stato dallo stesso Daverio assegnato, a danno di un comune siciliano, a quel di Bobbio di cui è cittadino onorario: “Quella dei siciliani contro di me è una intimidazione, tipica della loro cultura, a me la Sicilia non piace, lo posso dire? Sono terroni che rosicano”.

Dichiarazione per la quale aveva poi chiesto scusa con la risibile formula che “L’Italia non è mai stata razzista, è solo campanilista”.  Dunque caro Filippo, non è per ricordare il tuo passato leghista, ma era dunque semplice “campanilismo” quando il tuo sodale Borghezio voleva vendere Sicilia e Sardegna per pagare il debito pubblico italiano? Era forse solo una questione di campanile quando il solito leghista appellava i meridionali  “topi di fogna da derattizzare”? Ed era ancora faccenda di campanile quando capitan Salvini invocava il Vesuvio per bruciare i napoletani che a suo avviso puzzerebbero più dei cani? Questo solo per tenersi sul più noto, tralasciando i milioni di insulti e umiliazioni patiti dai “terroni”, non solo per bocca ma anche per mano della tua cara e inesistente “Padania”. E che dire dei “Buu” contro i calciatori neri negli stadi nel Nord e i cori contro i napoletani e delle aggressioni xenofobe? E’ solo “campanilismo” o becero razzismo?

Ecco, se fosse solo una faccenda di “campanile”, di grazia Filippo, con quale campanile te la sei presa, visto che la Sicilia di campanili ne ha centinaia? E i tuoi ex compari leghisti con quale campanile se la prenderebbero, visto che il Sud ne ha migliaia? Suvvia Filippo, non nascondiamoci dietro un dito, qui si parla di un popolo intero, una cosiddetta “razza”, e questa è faccenda di razzismo altro che campanilismo. E non ti salva neanche il compianto (grande?) giornalista  Giorgio Bocca, da Cuneo, che si difendeva da suoi insulti lanciati contro siciliani e napoletani chiamando in causa il campanilismo, per poi confessare che no, lui era proprio razzista. Tipico del razzismo è per l’appunto attribuire qualità negative a un popolo intero, dimenticando il proverbio che dice “dove vi sono campane vi sono puttane”.  Ma, questa è poca cosa, il razzismo si capisce è un sentimento strisciante, a volte prodotto da interessi materiali, altre da risentimenti per un presunto torto subito, più spesso da invidie personali, e ti perdoniamo, nessuno è perfetto, tantomeno chi ha fatto un bagno nelle sacre acque del Po, così annegando in un po’ po’ di pregiudizi.

 

Per finire, dopo le tue pretestuose scuse, veniamo al ritorno di insulti secondo cui i siciliani sarebbero malati di smisurato “super ego” da curare con un esercito di psichiatri. E vabbè, mettiamo da parte il senso  psicanalitico del super ego, non ci aiuta, anche perché un esercito di psichiatri non è disponibile, andiamo a quello più terra terra deòi personaggi conosciuti. Per esempio parliamo del super ego del siracusano Archimede o quello dei grandi filosofi siculi, oppure quello del palermitano Federico II di Svevia stupor mundi, o saltando ai giorni nostri quello di Verga, Federico De Roberto, Pirandello,  Sciascia, Tomasi di Lampedusa, Bufalino, Camilleri e cento altri immensi scrittori, o quello di  Chinnici, Livatino, Falcone, Borsellino e tanti altri magistrati integerrimi?

E’ vero, in Sicilia ahinoi, vi sono anche super ego negativissimi, che so Riina, Messina Denaro e altri infami mafiosi, ma vogliamo parlare anche del negativo super ego di alcuni famosi  personaggi nordisti, che so, Mussolini sodale di Hitler, oppure i più recenti Berlusca, Bossi e loro pari eredi? Ovviamente, ciò nulla toglie ai tanti super ego positivi che il Nord ha prodotto in ogni campo, genia cui potresti appartenere tu se non avessi il vizietto dell’insulto al popolo Siciliano, la qual cosa ti è costato una denuncia per razzismo dal Codacons, da cui speriamo possa difenderti con solidi  argomenti, senza tirare in ballo il risibile campanilismo.

Vedi Filippo, tu conosci bene il famoso paradosso del mentitore Epimenide  il quale disse che “I Cretesi sono sempre bugiardi, brutte bestie e fannulloni», il che ovviamente comprendeva se stesso, che Cretese lo era altresì, e dunque, autodefinendosi bugiardo, rivelava  bugiarda la sua definizione dei cretesi. Bene ti consigliamo di elevarti al livello di Epimenide: definisciti bugiardo e tutto va in cavalleria.