L’ODISSEA DI CLAUDIA. DALLA GERMANIA AL CARCERE PER SFUGGIRE AL MARITO VIOLENTO

DI CLAUDIA SABA

Claudia Stabile è l’emblema delle donne siciliane che reclamano con forza e determinazione, il loro diritto alla libertà di esistere.
Trenta giorni fa, Claudia scompare da un paesino della Sicilia, Campofiorito, lasciando i suoi tre bambini con il marito.
Per 30 giorni, non si avranno più notizie di lei.
Fino a quando, il marito, nel tentativo di avere sue notizie, chiama la redazione di Chi l’ha visto.
La scorsa settimana, intervistato, parla della vicenda e dei motivi che secondo lui, hanno spinto Claudia a scappare via.
“Troppo stress”, che in un attimo di smarrimento l’avrebbero portata ad allontanarsi.
Anche l’avvocato di Claudia, in trasmissione, viene ascoltato.
Riferisce di aver ricevuto una mail dalla sua assistita.
Sta bene e vuole rassicurare tutti sulle sue condizioni, soprattutto i suoi figli.
Due giorni fa, Claudia si mette in contatto con il programma
“Chi l’ha visto”, chiedendo di essere ascoltata.
Il suo racconto è completamente diverso dalla storia riferita dal marito.
Dopo un precedente allontanamento con la figlia, la mamma di Campofiorito si era ritrovata agli arresti domiciliari.
Era accaduto tre anni prima quando, vessata dai continui controlli del marito, aveva preso con se’ la figlia e aveva raggiunto la sua famiglia in Germania.
Il marito, dopo vari tentativi, l’aveva convinta a tornare.
Ma all’aeroporto, trova la polizia ad aspettarla.
Le vengono ritirati i documenti e costretta agli arresti domiciliari proprio nella casa da cui era fuggita.
Le capre, sarebbero state più intelligenti a capire la situazione di questa donna.
Questi individui no.
Perché è più logico credere all’uomo, è più semplice continuare a vessare la donna, la “svergognata” di turno.
Da quel momento, Claudia è costretta a vivere per tre anni con l’uomo che la tormentava da sempre.
Gli arresti domiciliari vengono poi tramutati in obbligo di firma.
Ma resta una reclusa in casa.
Senza lavoro, senza libertà, senza più dignità, controllata da mattina a sera.
Claudia, però, riesce a scappare.
Ci impiega tre anni, ma la tenacia la premia.
Una mattina di trenta giorni fa prende l’auto e fugge via.
“Quando sono arrivata all’aeroporto mi sono sentita finalmente libera”, racconta Claudia alla giornalista del programma.
“Sono andata via da lui non dai miei figli, per poter combattere per loro senza aggravare la situazione dopo il precedente allontanamento”.
Claudia racconta.
Le urla di quel marito geloso, il clima che si respirava in casa, il controllo, il sospetto, il predominio di quell’uomo sulla sua persona.
Una famiglia dove lui è padrone della vita di tutti.
Della vita di Claudia.
Che mentre racconta tutte le libertà di cui è stata privata, fissa la telecamera davanti a se’ con la sofferenza negli occhi, ma fiera, determinata, decisa a riprendersi tutta la dignità che quell’uomo le aveva sempre negato.
“Non potevo chiedere il divorzio e poi tornare a casa con lui”, continua Claudia,”avrebbe scatenato l’inferno”.
L’inferno.
Lo stesso in cui ha vissuto Claudia fino ad oggi che, per liberarsi dell’uomo che la tormentava, si è ritrovata una denuncia per sottrazione di minore e abbandono del tetto coniugale.
Che per affermare la sua libertà, è dovuta scappare come una ladra e lasciare i figli con lui per non essere arrestata di nuovo.
Nel 2019!
Leggi insulse, leggi senza alcun rispetto per la donna.
Leggi che invece di proteggere, giudicano, si accaniscono e puniscono una donna per quell’unica colpa.
Pretendere di esistere, di respirare. Un respiro che il più delle volte, alle Donne, non è concesso.
Capre!