GIULIANA GALLI, UNA SUORA CONTRO L’ODIO

DI LEONARDO CECCHI

“Vai a spiegare alle tue consorelle come si fa per non rimanere incinta!”. Questo è stato uno dei commenti rivolti a Suor Giuliana Galli. Una donna che da anni si occupa di solidarietà verso italiani e migranti. E che ha deciso di scendere in piazza con le sardine di Torino perché le “piace il pensiero di questi giovani che vogliono contrastare un certo modo di pensare pugnace e violento”.

Un qualcosa che non è piaciuto. Che non è piaciuto a chi la domenica si butta carponi in chiesa a pregare un Dio che non conosce. A chi bacia ossessivamente rosari e crocifissi. A chi ha le foto di Padre Pio anche sul soffitto. Ma che una suora che solidarizza contro l’odio e la violenza non la digerisce. E quindi pronti, partenza, via: “Suoraccia, fai pena!”; “Attenta ai pesci…”, “Parassita”, “Chiedi perdono a Dio”. Centinaia, forse migliaia di insulti, offese. Tutte rivolte verse di lei. Perché il paradosso è che essere cristiani va bene solo quando c’è da prendersela con qualcuno di diverso. Poi si torna bestie.

Ma noi siamo sicuri che una donna come Suor Giuliana Galli, a questa gente, neanche ci bada. Sorriderà loro. Perché è una brava persona. L’ha dimostrato negli anni di lavoro per il prossimo. E nel suo scendere in piazza a discapito di queste bestie sta la sua superiorità. Dunque, con stima e affetto, un caro abbraccio, sorella!