CETTO PRIMO, POLANSKI TERZO. COSÌ VA LA VITA

DI MICHELE ANSELMI

“Cetto c’è, senzadubbiamente” ha incassato 257 mila euro nel suo primo giorno di programmazione, piazzandosi al primo posto al box-office. Ma è anche vero che, distribuito da Vision Distribution, ovvero Sky, è uscito in 513 copie, solo a dire quelle censite da Cinetel, quindi quasi come un film comico di Natale. Infatti la media a copia, 500 euro, non è esaltante. Probabile che la commedia “sovranista” di Giulio Manfredonia con Antonio Albanese mattatore diventi comunque un successo nel corso del weekend, anche se io la trovo personalmente una cosa mediocre e rabberciata. Ma il pubblico è, per restare in tema, sovrano. Sempre. Nondimeno, coi tempi che passano, difficilmente “Cetto c’è” raggiungerà le vette dei due episodi precedenti: 16 milioni il primo del 2011, 8.5 il secondo del 2012.
Al terzo posto, purtroppo parecchio indietro, si piazza “L’ufficiale e la spia” di Roman Polanski, Leone d’argento alla Mostra di Venezia 2019: appena 82 mila euro con 361 copie targate 01-Raicinema. Ma è anche vero che c’è poco da ridere, e molto da pensare, vedendo la ricostruzione prodigiosa e accurata che il regista franco-polacco fa del vergognoso “affaire Dreyfus” accaduto nella Francia di fine Ottocento: tra odioso antisemitismo, menzogne di Stato, coperture militari. Io consiglio caldamente di vedere Polanski, poi, senzadubbiamente, Cetto La Qualunque continua ad avere i suoi estimatori anche a distanza di sette anni dalle sue ultime imprese.