COLOMBIA, PROTESTE POPOLARI, REPRESSIONI VIOLENTE E ANTI NATIVI

DI ENNIO REMONDINO

Continua la Mobilitazione del popolo colombiano contro il governo di Iván Duque oltre lo sciopero nazionale di giovedì scorso. E a Bogotà il sindaco dichiara il coprifuoco. Denuncia dei popoli nativi, «In Colombia si sta consumando un genocidio». L’enorme sciopero nazionale di giovedì scorso, ma la mobilitazione del popolo colombiano contro il governo di Iván Duque prosegue. E insieme alle proteste, continuate con scontri e blocchi stradali, è seguita, inasprendosi, anche la repressione. «Per garantire la sicurezza di tutti gli abitanti della capitale», la nobile motivazione del sindaco di Bogotà Enrique Penalosa, che impone coprifuoco dalle nove di sera, «annunciando il dispiegamento di 4mila soldati e di diversi corpi della polizia, i quali avrebbero eseguito già 230 arresti per gli atti vandalismo registrati in vari punti del paese», precisa Claudia Fanti… CONTINUA SU REMOCONTRO:

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