PRIGIONIERO DELLA POLITICA DELLA FORZA ISRAELE LITIGA ANCHE CON SE STESSO

DI PIERO ORTECA

Netanyahu ha tre inchieste sul groppone. Nessuno riesce a fare un decente governo di coalizione. La diplomazia è in crisi e l’economia va avanti a zig-zag. La situazione in Israele si va facendo di giorno in giorno sempre più confusa. Netanyahu è ormai entrato nel mirino della magistratura e il Procuratore generale Mandelblit chiede la sua testa. Deve rispondere di corruzione in un caso, per avere brigato con un magnate delle telecomunicazioni a cui avrebbe (dice l’accusa) garantito favori e attenzioni in cambio di articoli a lui favorevoli. La stessa cosa dice la Procura generale avrebbe fatto con un quotidiano, Yediot Akhrnot, mentre nel terzo caso l’attuale premier israeliano (pro tempore) si sarebbe fatto donare champagne e sigari per la bellezza di quasi 200.000 dollari. Le accuse andranno provate, certo,  ma non giovano di sicuro a Netanyahu per navigare a testa alta nei procellosi mari della politica dello Stato ebraico… CONTINUA SU REMOCONTRO:

Prigioniero della politica della forza Israele litiga anche con se stesso