IRAQ. NON SI ARRESTANO LE PROTESTE

DI GUIDO OLIMPIO

Le proteste non si arrestano in Iraq. Anche ieri molte vittime (13), specie nel sud nella zona di Bassora: “Una delle giornate più aspre”, ha commentato un responsabile della sicurezza. Una contestazione ampia che ha scosso lo stato e messo in discussione anche i rapporti stretti con l’Iran che considera il territorio iracheno come il suo cortile di casa. All’origine nodi sociali ed economici, difficoltà nel vivere quotidiano e corruzione diffusa. Fratture che si aggiungono alle tensioni legate al contrasto del terrorismo. Ad aggiungere sale su tante ferite ecco le clamorose rivelazioni dalla Svezia. L’attuale ministro della Difesa di Bagadad, Najar al Shammari, ha ricevuto nel segmento 2012-2014 sussidi e assistenza sanitaria da parte del sistema previdenziale svedese. L’alto dirigente ha vissuto a lungo nel paese scandinavo usando una differente identità, un periodo durante il quale ha sostenuto di aver seri problemi di memoria, al punto da non poter lavorare. Poi nel 2015 al Shammari, che è stato in passato ufficiale dell’esercito, è diventato cittadino svedese. Successivamente è diventato responsabile della Difesa. Ora deve rispondere dall’accusa di truffa.

Il ministro, peraltro, è stato al centro di polemiche su chi abbia sparato sui contestatori scesi nelle piazze: lui ha sostenuto di aver ordinato di usare solo i lacrimogeni ed ha chiamato in causa – senza citarle – le milizie sciite filo-iraniane. Un’accusa peraltro confermata da numerose fonti sul campo: Teheran – ripetendo poi la stessa tattica in casa contro i suoi dimostranti – ha spinto per la repressione.

Da La prima ora del Corriere della Sera/Digital.