LE SARDINE SONO UNA TRUFFA?

DI CORRADINO MINEO

Un mio amico, Enzo Di Salvatore, nutre forti dubbi sulle “sardine” e in particolare su uno dei promotori bolognesi. Di seguito il suo commento, preso dal blog che vi invito a visitare e subito dopo una mia risposta.
Enzo Di Salvatore. Le uniche vere sardine, qui, sono quelle che abboccano all’amo di coloro che eterodirigono la piazza: i prodiani e i renziani, anzitutto.
Mattia Santori, ricercatore e leader del movimento dalle sardine, è colui che nel 2014 ebbe ad esprimere parole entusiastiche per lo Sblocca Italia di Renzi; è colui che si schierò contro il referendum del 2016 e in favore delle trivelle; è colui che vuole la Tap e le altre grandi opere; è colui che scrive su formiche.net: il quotidiano online che fece da cassa di risonanza al Comitato degli “ottimisti e razionali”, il quale appena tre anni e mezzo fa avversò la battaglia contro la petrolizzazione del nostro Paese: di questo strano Paese. Un Paese di gente che è pronta a negare l’esistenza del problema dei cambiamenti climatici e poi vede Greta viaggiare nel tempo; e che crede davvero che quattro ragazzi dalla faccia pulita scendano spontaneamente in piazza e organizzino spontaneamente la protesta contro Salvini.
Ma chi credono di prendere in giro? Renzi e amici hanno capito benissimo che se si vuole succhiare voti al M5S occorre costruire uno strumento che affianchi l’azione del partito; e che occorra rispondere al populismo di destra con il populismo di sinistra, e cioè con un movimento privo di elaborazione politica: con il niente. Siamo alla desertificazione della politica e alla vanificazione dell’azione dei movimenti sociali: al progressivo svuotamento dei contenuti della loro assidua attività.
Rendiamocene conto prima che sia troppo tardi: il rischio è che, abusando della credulità popolare, ciò che è stato cacciato dalla porta rientri comodamente dalla finestra.
Corradino Mineo. Caro Enzo, ho visto questo Mattia Santori intervistato da Formigli, e poi, su Rai Play, dalla Annunziata. Non mi ha fatto una grande impressione. Imbambolato -ma questo ci può stare- e, almeno nell’intervista in studio, un po’ troppo compiaciuto. Tu scrivi che questo Mattia ha appoggiato il Sì alle Trivelle in Adriatico ed è stato favorevole al gasdotto TAP, imposto al governo italiano da Donald Trump. Non mi meraviglia. C’è una Emilia Romagna, post comunista e post democristiana,  che considera l’inquinamento da idrocarburi, come quello degli allevamenti intensivi, e la trivellazione della nostra terra e dei nostri mari, un prezzo da pagare allo sviluppo e al benessere relativo che quella regione ha fin qui vissuto. Sono -lo sai- in profondo disaccordo con siffatte scelte. Trovo che oltre che sbagliate -e consiglierei la lettura dell’enciclica “Laudato sì”– , vengano fuori tempo. Oggi non si protegge il livello dei consumi né si stimola la crescita, appoggiando i petrolieri, o favorendo il business delle trivellazioni, o tollerando quelle bolge infernali in cui maiali e bovini vengono stipati in spazi ristretti. Scelte disgraziate che non porteranno benefici -se non di scarsa portata e di breve durata- alle popolazioni della regione, mentre contribuiranno a finanziare le componenti più retrive dell’imprenditoria capitalista, e permetteranno loro di distribuire tangenti a favore della peggiore politica.
Resta che questo Santori, insieme a Roberto Morotti, Giulia Trappoloni e Andrea Garreffa, ha colto il momento. Ha visto che i partiti e i movimenti -più o meno- organizzati della sinistra erano in difficoltà. Subivano senza reagire la propaganda, i continui attacchi e le fake news melo salviniane E ha scommesso sulla gente. Ha creduto che in molti si sarebbero mobilitati. Tanto più se la proposta  fosse venuta non da partiti o da politici consumati,  ma da 4 giovani.  Ne è nato un movimento che si è esteso per contagio. E che esprime -a mio avviso- molto buon senso. Non abbiamo una proposta alternativa  al sovranismo, illiberale e razzista. D’accordo, ma non è questo un buon motivo per non opporsi quelle politiche.
Ma opporsi in nome di che? Ti rispondo: in nome dei valori dell’illuminismo, del contratto sociale e della tolleranza, di quella Europa che si è opposta al diritto “divino”, alle Crociate, allo slogan “Dio, Patria, Famiglia”, camicia di forza dentro cui costringere, immutabili, i rapporti tra l’uomo e la donna, cemento ideologico per reprimere la sessualità e ostacolare una consapevole ricerca della felicità. Lo so, Enzo, dopo il secolo dei lumi ci furono le rivoluzioni, poi la repressione nel sangue della Comune di Parigi, la divisione della socialdemocrazia grazia tra chi abbracciò il comunismo e chi invece si rassegnò alla Grande Guerra. E certo anche il popolo delle sardine si dividerà, ma non prima di aver detto un No corale e polifonico, ai Salvini, agli Orban, alle Le Pen.  D’altra parte guarda a quello che sta accadendo negli Stati Uniti: la coppia Warren-Sanders è geneticamente irriducibile a quella Bloomberg-Biden. Ma ciò non toglie che tutti i candidati democratici si dicano a favore dell’impeachment del presidente Trump e  rifiutino muri, dazi e avventure militari.
Tu però temi che le sardine si trasformino in portatori di acqua a Bonaccini -pessimo candidato per l’Emilia, anche lui  a favore delle trivelle e dell’autonomia differenziata-. se non addirittura a Matteo Renzi. Le due cose non sono identiche. Se in caso di elezioni questo Santori presentare il logo delle sardine -che, a ogni buon conto, hanno depositato- a fianco di Italia Viva, si rivelerebbe come un imbroglione, che aver detto “non siamo portatori di una proposta, ci sentiamo anticorpi”, poi si rimangia tutto per uno o per 4 seggi in Parlamento. Una delusione in più che Salvini userebbe a suo favore, ma che non farebbe, alla fine, gran danno. Invece per le elezioni di gennaio, la cosa è diversa, Certo che le sardine portano acqua a Bonaccini e cercano di levarne alla Bergonzoni. Qui, però, siamo noi che dovremmo chiarirci le idee: se si vota con leggi maggioritarie. come quelle per le regioni -chi vince di un voto governa-, terbium non datur, o si sta da una parte o dall’altra. Tu sai che persino Elly Schlein, NoTriv, No Tap, euro parlamentare ecologista,  ha deciso di appoggiare un candidato come Bonaccini. Io forse non me la sarei sentita, ma certo non avrei proposte liste autonome perché, con quella legge, si sarebbero risolte in un regalo a Salvini.
Torniamo alle sardine. La reazione all’Europa delle Crociate e delle menzogne, mi pare positiva. L’assenza di una visione, di proposte coraggiose, di dibattito politico e teorico, mi paiono invece un grosso limite. Ma la colpa è nostra, caro Enzo. Della sinistra più a sinistra che, da trenta anni, si attarda su posizioni puramente difensive – qualche volta mi viene voglia di definirle nostalgiche-. Una sinistra sinistra che non ha visto arrivare la contro rivoluzione medievale o che si illude che il turbo – capitalismo della mondializzazione la stia usando per un momento ma poi, sconfitta l’alternativa, sia capace di richiamare all’ordine i suoi mastini. Una sinistra, senza una proposta adeguata  e che, di volta in volta, ha sperato che movimenti, territori, coalizioni locali costruite, grazie a leggi maggioritarie, intorno a quello o quel personaggio, la potessero salvare dal vuoto di analisi e di proposta. Siamo noi che dobbiamo cambiare, che dovremmo contare. Le sardine occupano un vuoto.