CINA A CARBONE, ‘LA CAPRA CHE HA INGOIATO IL SERPENTE’

DI ALESSANDRO FIORONI

Carbone e ancora carbone. La produzione dovrebbe diminuire ma i colossi dell’industria del Paese non intendono rinunciare e rilanciano la costruzione di nuove centrali. A rischio i livelli di CO2 stabiliti dall’accordo di Parigi. La corsa verso il precipizio pare inarrestabile. Carbone e ancora carbone. Mentre nel mondo si vorrebbe tagliare l’uso del carbone per la produzione di elettricità per polveri e inquinamento che produce, la Cina non intende rinunciarci e sta rilanciando l’industria legata a quel fossile. Per gli studiosi non c’è dubbio, il carbone cinese in uso equivale all’intera capacità delle centrali europee, inoltre Pechino finanzia un quarto di tutte le centrali a carbone nel mondo. Tutto nasce dal programma varato nel 2006 che doveva però termine nove anni più tardi. Il piano prevedeva il riscaldamento di 31 milioni di case. L’economia ne ha giovato ma diverse città cinese sono soffocate dall’inquinamento atmosferico… CONTINUA SU REMOCONTRO:

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