È PER MARTE QUEL NUOVO AEROPORTO

DI LUCA SOLDI

 

 

AD accogliere chi arriva a Firenze c’è un Aeroporto che tutto dovrebbe fare che stare lì.
Sembrano accorgersene anche i padroni che per cercare di arginare i danni hanno pensato bene di rifarne uno nuovo, nel solito posto, con la sola differenza di volerlo ancora più lungo ancora più grande.
Uno scempio sullo scempio che ha mostrato limiti e criticità che sono state evidenziate da una fortissima contestazione popolare, degli altri comuni della Piana concretizzata da una sentenza di un tribunale che evidenziato in ben oltre cento punti quello che non andava in questa nuova grande opera.
Fatti concreti che hanno visto il rinnovarsi delle proteste anche dei giovani di Friday for Future che cercheranno di far comprendere, anche nella manifestazione di venerdi 29 che la nostra Piana non può più sopportare altri scempi, altre offese.

Critiche ed osservazioni concrete alle quali vanno ad aggiungersi i danni economici per i soldi pubblici, di tutti noi, per quelle centinaia di milioni di euro che in un momento di ristrettezze economiche dovrebbero venir destinate ad una opera inutile, dannosa per la salute e l’ambiente.
Una nuova cattedrale che complica la stessa vita ad una città che tutto può essere considerata fuorché una metropoli senza storia pronta ad accogliere la nuova costruzione di tutto.
In una città della bellezza infinita che però corre il rischio di esser soffocata, di diventare più invivibile, per la volontà al profitto di un mondo che bada bene di viverla rifugiandosi negli eremi dorati.
Ma la stessa natura, quella che si vuole ancora di più violentare, non solo si ribella.
Sembra dirci ad un giorno dalla sentenza come in quel luogo tutto dovrebbe starci fuorché un opera così impattante come un nuovo aeroporto.
E che quegli spazi siano del tutto inadatti ogni tanto, pure a fatica, riemerge.
Evidenziando dell’inefficienza dell’aeroporto di Firenze già nelle attuali condizioni come lo dicono anche i numeri dei report che ogni tanto vengono portati alla luce.
È quel che è triste pare è che questi stessi dati sono poi usati dagli stessi padroni del cielo della Piana per far sapere al mondo che tutto il male di adesso verrà risolto, annullato amplificando, ampliando, coprendo di nuovo cemento, aggiungendo devastanti rivoluzioni idro geologiche in una area che già non sopporta il carico di oggi.
È di questi giorni un rapporto del centro studi di Mediobanca (con dati 2017) su efficienza e qualità dei servizi pubblici nei 10 capoluoghi di Regione più popolosi d’Italia.
Il report condanna la pista Firenze, in modo inequivocabile. L’aeroporto già nelle attuali condizioni, si colloca in penultima posizione in termini di puntualità sui voli in partenza (74,6%).
Riesce a far di meglio solo degli scali di Venezia e Treviso.
Ed i ritardi le criticità sono spesso dovuto al fatto che i velivoli, anche già in pista, devono attendere le condizioni meteo di sicurezza per poter decollare.
Occorrerebbero meno vento e meno nebbia che flagellano l’area. In delle condizione che oltretutto impongono anche agli aerei in volo di venir dirottati a Pisa ed a Bologna.
Nel 2018 ci sarebbero stati 1.200 fra annullanti e dirottamenti di volo per una perdita stimata di circa 126.000 passeggeri mentre nei primi sei mesi del 2019 sarebbero stati 400 .
Numeri da far impallidire qualsiasi amministratore e che l’occasione vergono snocciolati allegramente per far intendere al mondo che quel nuovo aereoporto sarebbe la soluzione ai mali del mondo, o meglio ai loro mali.
Dati e numeri che la campagna promozionale, che il battage pubblicitario che circola sui media fiorentini si fa devastante, preoccupante come evidenzia una interrogazione alla regione portata avanti in questi giorni di una formazione politica della sinistra che prefigura pericolose contaminazione alla libertà d’informare in modo corretto sulla questione.
L’aeroporto dunque soffre di un male incurabile che potrebbe esser risolto solo ritrovando la sua collocazione iniziale come affermano figure che avevano ruolo nei decenni passati.
Probabilmente solo su Marte potrebbe funzionare la cosa.

Sì solo sul pianeta Marte, in quegli spazi, perché già un’altra zona di Firenze, Campo di Marte appunto, un secolo fa ebbe a che fare con un’altro aeroporto.

Un vero “aerodromo” che fu smantellato negli anni trenta per far posto ad uno stadio, proprio quell’Artemio Franchi, progettato dall’ingegner Nervi e che oggi, per uno strano disegno del destino, si vorrebbe riproporre proprio in una posizione prossima all’attuale aeroporto, in zona Peretola.

Restiamo così in attesa delle decisioni del tribunale per per questa nuova sentenza prevista per domani.
Ieri doveva essere una giornata decisiva, per comprendere il destino del nuovo aeroporto fiorentino Vespucci con l’udienza al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che lo scorso maggio ha bocciato la Valutazione di impatto ambientale per la pista.
Abbiamo appreso ben altro, purtroppo, con nuove vicende giudiziarie che cadono sugli amministratori dello scalo.
Ci riferiamo alle accuse, alle indagini nei confronti di Carrai e di quel sistema del giglio magico che si era fatto principale sponsor di questa nuova infrastruttura.
Vicissitudini giudiziarie che sembrano accanirsi repentinamente come abbiamo visto quelle del tutto argentine legate alla figura del proprietario degli aeroporti di Pisa e Firenze ma che non devono esser affatto usate nel contesto di un intervento che già da solo mostra inadeguatezze e criticità insormontabili.