LA MIA GATTINA STELLA NON MANGIA LE SARDINE

DI BEBO MORONI

Care Sardine,
Non so ancora bene chi siete e dove volete andare. Ma so che vi state muovendo. E mi e’ sempre piaciuto chi si muove, specie quando il cielo e’ plumbeo e i miei compagni, anche quelli più cari e stimati, se ne stanno lì a separare le molecole e fare i conti ( che non torneranno mai) con la storia della sinistra e della sua propensione irresistibile all’autolesionismo ( e beninteso i conti con la storia vanno sempre fatti, ma si possono fare mantenendo uno sguardo aperto e laico sulla realtà).
C’è chi è scettico, chi è addirittura ostile perché rappresentereste un ostacolo a un precipitare delle cose che dovrebbe portare a un’ipoteticissima ricostruzione.
Io oltre a essere stato sempre dalla parte degli ultimi, sono pervicacemente dalla parte di chi non può continuare ad attendere un giorno il più bello dei soli dell’avvenire. Di coloro ai quali ne basterebbe anche uno, per il momento un po’ più pallido, ma in grado di portare tepore nel freddo di vite sempre più difficili.
Intendiamoci: io voglio tutto. Non mi accontento… dei contentini. Ma sono anche figlio di un sindacalista che e’ stato molto amato perché trattava non tanto per trattare o per essere ammirato per il suo coraggio, bensì per raggiungere un risultato . E questo era il suo grande coraggio.
Il ‘68 l’ho vissuto di riflesso, da bambino che aveva un fratello di otto anni più grande tra i leader del movimento. L’ho visto, il ‘68, passare per casa mia, i protagonisti dormire per terra o sul divano dei miei. Il ‘77 in parte, anche drammaticamente, con amici cari rimasti troppi giovani sull’asfalto, da protagonista ostinato a essere ragionevole. Quando arrivò la Pantera io ero insegnante ma simpatizzavo, con tutti i dubbi del caso.
Della resistenza ho memoria narrata: le bombe a mano nella macchina da cucire di mia nonna Anita, i due mariti ammazzati consecutivamente a mia nonna Francesca, mio zio diciottenne partigiano Cristiano/Comunista, mio padre che guidava i convogli britannici che tentavano di portare viveri a chi s’era ribellato.
Non abbiamo mai assistito. Abbiamo partecipato. E queste masse di giovani e meno giovani che affollano le belle piazze di un Italia che qualcuno da troppi anni sta imbruttendo, mi mettono allegria e mi danno qualche speranza.
Andrà come andrà, ma io a sessant’anni ribelle all’idea di essere relegato a vecchio ( la vecchiaia non si misura con gli anni ma con gli atti e i desideri) se qualcosa si muove… mi devo muovere.
E voi vi state muovendo in massa e rapidamente, spiazzando così la dietrologia su “ chi li muove”.
Io credo cuore, muscoli, idee, sdegno e nervi reattivi.
Ne sono praticamente sicuro
P.S.: la mia gattina Stella non mangia le sardine. Le guarda interessata e curiosa. Ditelo ai gattini in posa di Salvini.