NON SI FERMA LA SECESSIONE DEI  RICCHI

DI RAFFAELE VESCERA

 

Giovedì 28 novembre il ministro Pd Francesco Boccia, compiendo un’inversione a U e contraddicendo quanto  diceva da deputato, presenterà alla conferenza Stato-Regioni la legge quadro sull’autonomia differenziata che darà alle già ricche regioni del Nord l’avallo legislativo per continuare a ricevere dallo Stato i soldi della cosiddetta “spesa storica”.  Ovvero quanto già ricevono in più da sempre a danno delle regioni del Sud, che per un loro cittadino si vedono riconoscere dallo Stato 3.500 Euro in meno per i servizi pubblici, meno lavoro, meno trasporti, meno sanità, meno scuole, meno di tutto, rispetto a un cittadino residente al Nord. Tale differenza, moltiplicata per gli oltre 20 milioni di abitanti del Sud, dà la cifra spaventosa di 62 miliardi di Euro in meno sottratti al Sud ogni anno. Oltre 1200 miliardi scippati in 20 anni,  un furto che provoca l’emigrazione dal Mezzogiorno di 120.000 giovani l’anno: due milioni in 15  anni. Un Sud che pur avendo il 34% della popolazione italiana, dallo stato riceve poco più del 22% della spesa pubblica. Tale iniquo trattamento determina una “spesa storica”, ovviamente inferiore per le regioni meridionali.

Ora questo governo si appresta a legalizzare tale iniquo principio della “spesa storica” concedendo subito l’autonomia richiesta da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna (ma sono già pronte a fare analoga richiesta Piemonte e Liguria), senza definire i LEP, ovvero i Livelli essenziali di prestazioni che devono garantire parità di servizi a tutti i cittadini, come previsto  dalla Costituzione,  e senza aver trovato i fondi pubblici necessari per garantire in modo strutturale  tali Lep, vuol dire prendere nuovamente per i fondelli milioni di meridionali.

L’autonomia regionale  “differenziata” (nel nome la manifesta iniquità)  voluta dal cosiddetto Partito Unico del Nord, di cui la Lega (nord) è capofila, vede complici tutti i partiti italiani, di destra, centro o sinistra che si dicano, istituzionalizzerà la divisione degli italiani in cittadini di serie A e di serie B. Una vergogna che, ad avviso del “Movimento Equità Territoriale- 24 Agosto”, promosso da Pino Aprile,  “il Pd si appresta a realizzare per fare concorrenza alla Lega in vista delle elezioni in Emilia-Romagna,  uno scandalo che chiunque abbia a cuore il principio elementare della Giustizia e dell’Equità non può permettere”.