LEGA E CAMPAGNA ELETTORALE. ORA E’ IL TURNO DELLA SANITA’

DI LEONARDO CECCHI

Twitter. Staff di Salvini e Borgonzoni. Hanno bisogno di una dichiarazione sulla sanità per la campagna elettorale. Ci pensano e poi tirano fuori un’idea: diciamo alla gente che, se vinciamo noi, gli ospedali rimarranno sempre aperti. Anche di domenica. Anche di notte.

La notizia vola. In moltissimi contestano l’ovvietà dichiarata: gli ospedali sono già aperti di notte e nel fine settimana. Quindi quella è una sciocchezza. E chi l’ha detta un ignorante. Eppure, in realtà, chi l’ha detta non è per niente un ignorante. Proprio no. Anzi, sa benissimo di aver detto una sciocchezza. E allora perché l’ha detta? Perché, in verità, si è fatto due conti. Si è detto che qualcuno, nelle fasce culturalmente e socialmente più fragili, avrebbe potuto non saperla quell’ovvietà. Avrebbe potuto ignorare quel fatto. Quindi spariamola, avanti. Freghiamolo così. Magari ci casca. Per noi è un voto più.

Ed è proprio in questo atteggiamento che muore la Lega come partito. Potrebbe essere già morta cento volte e morire altre cento. Ma è lì, esattamente lì, che muore veramente. Nel suo percepire le fasce più culturalmente e socialmente deboli non come ferite della società, ma ghiotte opportunità da cogliere. Nel suo non farsi scrupoli morali all’idea di raggirare gente “debole” per sottrargli il voto. E’ lì tutta la Lega: la sua vita, il suo percorso. E, sì, la sua morte come “partito”.