NAPOLI. ANCORA IN CAMPAGNA ELETTORALE

DI LEONARDO CECCHI

E’ li per presentare il nuovo commissario della Lega Campania (si fa ancora fatica a pronunciare le due parole insieme). Ci sono dei giornalisti. Che si azzardano a fare il loro lavoro: domande. Tra le tante, ce ne sono due: i rapporti con la Russia e il mancato applauso alla Segre. Iniziano. E poi accade.

Accade che neanche finiscono di farle quelle domande che inizia il linciaggio. Urla, fischi, insulti. L’intera platea leghista aggredisce, con violenza, i giornalisti. Perché quei giornalisti hanno toccato i tasti sbagliati. Quindi si usano le parole come fossero manganelli. Occorre ammutolire, silenziare. E quando tutto ciò accade, ritorna alla memoria un romanzo di tanti anni fa: la Fattoria degli Animali, di Orwell. Torna in mente quello che accadeva quando, nel libro, alcuni animali ponevano le domande sbagliate ai maiali divenuti dominatori. Quando ciò accadeva, iniziava un rabbioso ringhiare dei cani addestrati ed un incessante belare delle pecore ammaestrate. E d’un tratto chi doveva fare domande taceva. D’un tratto il dissenso spariva, oppresso dai latrati e intimidito da denti digrignati.

Perché è così che periscono i principi democratici: quando qualcuno inizia ad avere paura di fare domande. Inizia quando le platee di elettori diventano mute di cani rabbiosi e greggi di pecore belanti. Lì muore la democrazia. E, dato il continuo ripetersi di episodi come questo, possiamo ben dire che la nostra, di democrazia, forse non è ancora morta. Ma certo in salute non è.