ANDARE IN PENSIONE FA MALE ALLA SALUTE, DICONO I GERIATRI. SI’, A CHI NON PUÒ

DI CHIARA FARIGU

Ma mi facci il piacere! direbbe Totò. Sarà che alla pensione ci sono arrivata stremata, con la lingua letteralmente di fuori, incattivita e rancorosa nei confronti di chi mi aveva ridotta ad essere la brutta copia di me stessa (Fornero, rimembri ancor…), che da tre anni benedico ogni alba e ogni tramonto. Felice. Di più, strafelice di essermi riappropriata della mia vita. Finalmente.

Dopo 41 anni 10 mesi e 22 giorni trascorsi in quello che continuo a considerare il lavoro più bello e nobile che ci sia, ovvero l’insegnamento.

Non andavo al lavoro. Andavo a scuola.

Così diciamo noi insegnanti. Che continuiamo a sentirci tali anche quando il nostro stato è quello di pensionati. La scuola ti rimane dentro. Continua a possederti. Ne ricordi i profumi, i suoni le risate. Continui a scorrere i volti dei tuoi bambini. Ne ricordi i nomi, le loro voglia di autonomia. Ricordi la voglia di esserci. Con loro e per loro. Giorno dopo giorno. Anno dopo anno.

I bambini ti danno tanto. Ma al contempo ti succhiano l’anima.

Perché sono avidi di conoscere sapere imparare fare. Loro sono tanti. E tu sempre tu. Sola. Con quei mondi unici. Che pretendono attenzioni risposte conoscenze.
Una professione, l’insegnamento dove è vietato risparmiarsi.

Per questo si arriva al traguardo stremati. A volte usurati. Se poi ti spostano l’asticella quando stai per mettere un piede fuori, beh, allora finisci per essere l’ombra di te stessa. Com’è capitato a me.

Pertanto cari geriatri, la vostra teoria mi fa sorridere. Dite che ‘andare in pensione fa male alla salute. Lavorare stanca, ma protegge corpo e mente’.

Andare in pensione: mai stata così bene. Padrona del mio tempo.

Tempo che non mi basta mai. Per le mie passeggiate in riva al mare, le mie letture i miei hobby. Per la mia famiglia che troppo spesso ho posposto al mio lavoro. Per la mia salute. Oggi molto più di prima ho imparato ad essere medico di me stessa. Ad ascoltare il corpo per assecondarne i suoi bisogni.

Potrei andare avanti, cari geriatri. E dire che per quanto mi riguarda avete preso un granchio. Grande come una casa.

Magari avessi potuto farlo prima!

Com’era la storia del potere che logora chi non lo ha? Ecco, appunto!