BUONGIORNO UN CORNO! VENERDI’ 29, BLACK FRIDAY E FIXED RED…

DI GIANLUCA CICINELLI

Oggi, per il Black Friday, gli italiani spenderanno 2 miliardi di euro, 1,4 miliardi solo sull’online. Le spese digitali coinvolgeranno circa 17 milioni di italiani che, si prevede, sono già pronti a spendere 117 euro a testa con un click. Per Confcommercio ben 4 famiglie su 10 faranno compere approfittando degli sconti di questo weekend e spenderanno in media 125 euro a nucleo. Si tratterà però di acquisti anticipati rispetto al Natale. Entusiasmo anche tra i non abbienti italiani, che finalmente potranno veder scorrere davanti agli occhi tutto quello che non possono comprare però con lo sconto.

Gli inquirenti, con un gusto raffinato che ormai si è perso tra i titolisti dei giornali italiani, hanno chiamato l’operazione Grande Raccordo Criminale. Arrestate 51 persone tra il Lazio, la Calabria e la Sicilia. Gli stupefacenti arrivavano via aereo in Europa, da lì in Italia e poi a nelle principali piazze di spaccio romane: Ostia, Primavalle, Bufalotta, San Basilio, Colli Aniene, Tuscolano, Anagnina, Tor Bella Monaca e Borghesiana. Fabrizio Piscitelli, detto “Diabolik”, se non fosse stato ucciso il 7 agosto scorso, sarebbe stato arrestato ieri come capo del sodalizio criminale. Spacciavano veleno, spezzavano ossa, torturavano e ammazzavano gente, ma tanto a noi che ce ne frega, non dobbiamo preoccuparci: l’importante è che a Roma non c’è la mafia.

Trump a sorpresa tra le truppe Usa in Afghanistan: “I talebani pronti a trattare”, dice il presidente americano, che ha spiegato che sono ripresi i negoziati e che gli Usa stanno avendo incontri con i leader talebani. Poi ha servito il tacchino ai militari. E’ davvero un peccato che Trump sia andato soltanto adesso in Afghanistan perché se ci fosse andato qualche anno fa nessuno oggi terrebbe in prigione e accuserebbe Julian Assange di aver commesso un reato rivelando che i militari statunitensi uccidono civili inermi senza motivo: se ne sarebbe vantato Trump in persona direttamente su Twitter.

Il nazismo 2.0 si evolve. Indagati estremisti di destra, pronti a costituire il partito nazista. Ai vertici una donna che si faceva chiamare “Il Sergente maggiore di Hitler”. C’è anche un esponente della ‘ndrangheta. “Abbiamo armi ed esplosivi”, così si vantavano tra loro, e svolgevano attività di reclutamento sui social. Ma a sorpresa scopriamo che tra gli adepti c’è anche Miss Hitler, una deficiente che ha vinto il concorso di reginetta della croce uncinata. Viene in mente una frase che Oliviero Toscani scrisse pochi anni fa: “Attraverso la dittatura dell’immagine la razza ariana è diventata finalmente quello che non era riuscita a essere cinquant’anni fa: Claudia Schiffer è riuscita dove Adolf Hitler ha fallito”.

Domenica prossima circa novemila persone saranno evacuate dal centro di Torino per disinnescare una bomba della Seconda guerra mondiale. Il Comune ha tracciato una zona rossa i cui residenti dovranno lasciare casa, e una gialla in cui potranno decidere di rimanere ma senza uscire sul balcone né tenere aperte le finestre. Entrambe le zone saranno chiuse al traffico e tutte le automobili dovranno essere rimosse. In alcune sale del Lingotto verranno offerti cibo e assistenza medica agli evacuati. Pene pesanti per chi non rispetterà le misure di sicurezza: gli inadempienti saranno puniti con l’obbligo di trascorrere una settimana con i consiglieri comunali 5 stelle di Torino.

Andrea Severini, marito di Virginia Raggi, da qualche tempo pubblica su Facebook, verso la mezzanotte, foto di un letto vuoto, tavole apparecchiate per due, melanzane alla parmigiana con una metà ancora da mangiare. A seguire didascalie ironiche: “Anche oggi torni domani”; “Anche stasera cena fredda”. Mentre si consuma il dramma esistenziale di Severini va in onda il dramma collettivo di una Capitale dove la Sindaca se c’è non si vede e quando si vede dice o fa cazzate. Allora senti Virgì, ascolta questa voce, se non lo vuoi fare per noi farlo per lui, vattene a casa, quella casa aspetta a te, non farci pagare il mutuo a noi.