NON SOLO CHIABOTTO. I GUAI DEI VIP COL FISCO

DI MARINA POMANTE

 

Le cronache e il gossip ci hanno abituati a venire a conoscenza dei guai fiscali di personaggi più o meno noti, che spesso scaricando la colpa al proprio commercialista, si vedono contestate somme anche importanti evase o non dichiarate.

Capita così che il vip di turno, “beccato” dall’Agenzia delle Entrate si trova sbattuto sulle prime pagine con relativo titolo che lo mette alla berlina, etichettandolo come evasore fiscale. La lista dei personaggi noti è lunga e continuamente aggiornata.

Stavolta è il momento dell’ex miss Italia, Cristina Chiabotto, per la quale la GdF ha rilevato un “comportamento elusivo non fraudolento” ed ha mosso una contestazione di un’esposizione di circa due milioni e mezzo di euro.

La storia delle contestazioni fiscali è dunque piena di vip e tra questi sicuramente spicca il caso di Sophia Loren che nel 1982 finì addirittura dietro le sbarre al carcere femminile di Caserta a causa della dichiarazione dei redditi dell’anno 1974, presentata congiuntamente al coniuge, Carlo Ponti.
Nel 1980 le venne notificato l’accertamento per un reddito di 922 milioni (di lire).
La colpa della frode venne attribuita al suo commercialista e finalmente 31 anni dopo, nel 2013, la Corte di Cassazione sentenziò che Sophia Loren non doveva farsi quei 17 giorni di carcere.

Un altro illustre eccellente che ha avuto più di qualche problema con il Fisco italiano è Diego Armando Maradona. Nel 1989 gli furono imputati alcuni movmenti bancari giudicati irregolari. Maradona non dichiarò i proventi dei diritti di immagine per 3 miliardi di lire.
Se ne è sempre infischiato delle contestazioni e così la cifra è lievitata e ogni volta che mette piede nel nostro Paese, gli uomini delle Fiamme gialle provvedono a sequestrargli quello che possono.

Anche dalle parti di “Striscia la notizia” il programma tv che da decenni si adopera per smascherare truffe e illeciti, l’azione degli ispettori del fisco ha mietuto una vittima eccellente. Lo storico conduttore Ezio Greggio ha intrapreso nel 2015 un contenzioso con l’Agenzia delle Entrate, chiuso con un patteggiamento di 45 mila euro senza menzione nel casellario penale.

Altro volto noto del piccolo schermo, finito nella rete degli 007 della Finanza è Mara Venier. Non avrebbe pagato Iva e Irpef. La vicenda è del 1993, quando le furono contestati 162 milioni di lire. Ma anche il questo caso il candore del vip non è stato intaccato, perchè la colpa, si stabilì, anche in questo caso fu del commercialista.

Flavio Briatore di guai fiscali ne ha avuti più d’uno e l’ultima sentenza in Corte d’appello di Genova nel 2018 ha stabilito la sua condanna a 18 mesi.
Il reato contestato è il noleggio del Force Blue, lo yacht che le Fiamme gialle hanno sequestrato al largo di La Spezia nel 2010, con l’accusa di simulazione di noleggio e il mancato pagamento di circa 3,6 milioni di euro di Iva.

Nel mondo della musica è Gianna Nannini a far parlare di sé per evasione di quasi 4 milioni tra il 2007 e il 2012. Si è poi arrivati a conclusione della vicenda con un patteggiamento nel 2015.

Sicuramente tutti ricorderanno la tegola fiscale che cadde sul capo di Valentino Rossi a causa dell’accertamento dell’Agenzia delle Entrate nel 2007. Venne a galla un’evasione per 60 milioni di euro. Valentino Rossi trovò poi l’accordo con una transazione ufficiale di 35 milioni di euro.

Anche se ha sempre smentito di aver avuto problemi col fisco, Vasco Rossi nel 2008, secondo l’Agenzia delle Entrate, avrebbe guadagnato 10,3 milioni di euro, mentre lui dichiarò un imponibile pari a 5,8 milioni… Secondo voci non meglio identificate, Vasco per chiudere lì il suo contenzioso con lo Stato, avrebbe versato circa 5 milioni e mezzo di euro.

Lionel Messi, altro vip del mondo dello sport e precisamente del calcio ha iniziato i suoi guai fiscali con la contestazione di aver evaso in Spagna tra il 2007 e il 2009, grazie ad una rete di società con sede nelle Antille Olandesi, ben 4,1 milioni di euro.
Nel 2018 la Corte Suprema ha condannato lui e suo padre, Jorhe Horatio a 21 mesi di reclusione. La pena venne tuttavia sospesa poiché inferiore ai due anni e perchè entrambi incensurati. La multa invece comminata al fuoriclasse argentino fu di 3,7 milioni di euro.

La lista potrebbe essere ancora più lunga e maggiormente dettagliata, ma non servirebbe a fare da deterrente. Quali che siano le cause (commercialista, malintesi, non conoscenza della materia, astuzie, tentativi di frodare il fisco…), si denota una certa “democrazia” ed “eterogeneità” dei soggetti inciampati nella rete fiscale, ma quello che apre la riflessione più evidente è che poi, tutti trovano il modo di “far pace” risparmiando cifre notevoli rispetto a quelle originali.