TORNA L’INCUBO TERRORISMO IN EUROPA PER GLI ATTENTATI DEL BLACK FRIDAY

DI GIANLUCA CICINELLI

Londra, L’Aja, Parigi e l’incubo terrorismo piomba di nuovo sull’Europa, che riteneva forse alle spalle la stagione di morte che aveva coinciso con la massima espansione del Califfato dell’Isis in Medioriente. Ancora tutto da dimostrare il collegamento tra i tre episodi, ma nel giorno del Black Friday, simbolo massimo del consumismo occidentale, le analogie colpiscono e gettano una luce sinistra sul sangue versato. Si comincia a Londra, indaffarata con la campagna elettorale, che culminerà tra due settimane con il rinnovamento del Parlamento britannico e con le strade piene per gli acquisti del Black Friday. In pieno pomeriggio a London Bridge, luogo simbolo della capitale, un uomo armato di un coltello e indossando un finto giubbotto esplosivo è entrato in azione seminando il panico e ferendo alcuni passanti, prima di essere freddato dalla polizia, che parla senza mezzi termini di terrorismo. Il bilancio è di due persone uccise, oltre all’attentatore, e 8 feriti.

Passano pochi minuti e le agenzie battono un breve testo da L’Aja: anche qua un uomo con il coltello si è avventato sui passanti scegliendo a caso le sue vittime e facendo alla fine almeno tre feriti. Il luogo è Grote Marktstraat, la via dello shopping particolarmente affollata nel giorno del Black Friday e l’uomo si è poi dileguato in mezzo alla folla. Qui la polizia è più prudente, ma negli occhi degli olandesi tornano le immagini di un anno e mezzo fa quando al grido di Allah Akbar un uomo accoltellò tre passanti. Ancora pochi minuti, le redazioni pensano di aver terminato la loro giornata, ma alle 20 circa da Parigi giunge la notizia che la Gare du Nord, la prima stazione ferroviaria d’Europa per numero di passeggeri, è stata parzialmente evacuata per circa 40 minuti. Un pacco sospetto avrebbe fatto scattare l’allarme e non era il primo avviso di questo tipo nella giornata, ce n’erano già stati altri due, ma, probabilmente in seguito alle notizie provenienti da Paesi Bassi e Gran Bretagna le autorità hanno deciso per la prudenza. Nella valigia è stato ritrovato un proiettile, secondo le prime indiscrezioni si tratterebbe di un proiettile di mortaio anche se non in grado di esplodere.

Soltanto ieri Ram Ben Barak, l’ex numero due del Mossad, il servizio segreto israeliano, oggi esponente del partito Blu e Bianco fondato da Benny Gantz, da Roma, dove si trova per alcuni incontri, aveva lanciato il suo allarme all’intera Europa: “Occorre un coordinamento tra gli Stati e contatti tra le agenzie di intelligence dei singoli Paesi per lo scambio di informazioni. A preoccupare è il fenomeno dei combattenti di ritorno dallo scenario di guerra in Medioriente, i Foreign Fighters. Sono persone indottrinate ideologicamente e in quelle aree hanno acquisito una vasta esperienza militare: lasciarli tornare alla vita civile è estremamente pericoloso per la sicurezza di qualsiasi Paese”. Pochi giorni fa Gilles De Kerchove, coordinatore antiterrorismo dell’Ue dal 2007, intervistato dall’Adnkronos, aveva affermato a proposito dell’Isis: “Il rischio che avvengano attacchi terroristici in Europa è aumentato, sia perché l’organizzazione ha la necessità di dimostrare di essere ancora in grado di colpire sia perché potrebbe cercare una sorta di rivincita dopo l’eliminazione del leader Al Baghdadi. Ma le autorità degli Stati membri dell’Ue ne sono ben consapevoli”