MALTA. DIMISSIONI DEL PREMIER MUSCAT? GIORNALISTA ASSASSINATA E STAMPA ESTERA MINACCIATA

DI ALBERTO TAROZZI

 

Malta. Se non fosse tragedia ci sarebbe da riderci sopra.

Il caso è quello di una coraggiosa giornalista maltese, Daphne Caruana Galizia, assassinata nel 2017 da un’autobomba dopo aver denunciato la trama di una presunta corruzione che coinvolgeva lo stesso governo laburista.

Passo successivo, quello della magistratura che avvia le indagini che paiono sfiorare lo stesso premier, John Muscat, a causa del coinvolgimento di tre membri del suo Gabinetto a lui particolarmente vicini.

Dapprima Muscat professa presunzione di innocenza per il suo staff, ma successivamente, quando la spada della magistratura inizia a colpire, dichiara che, se le indagini vanno avanti senza guardare in faccia nessuno, ciò è garanzia della sua correttezza. In altre parole: toglietevelo dalla testa che io me ne vada. Quanto meno, sostiene che se ne andrà una volta concluso il caso. Presunzione di innocenza contro conflitto di interesse. Un copione già visto in altri angoli del mondo.

Da ieri la situazione diventa più fluida, come una colata di lava incandescente. E’ lotta di interpretazioni tra le agenzie di stampa. Se Repubblica, Fanpage e Il fatto quotidiano forniscono ancora, in mattinata, l’immagine di un Muscat temporeggiatore, subito dopo arrivano notizie differenti da Ansa, Agi, Rai news,  La7, Il messaggero e la radiotelevisione svizzera italiana. Fonte: il Times of Malta. Muscat sta per dimettersi Scelta definitiva o Muscat sta ancora sfogliando la margherita?

Di certo gli utlimi sviluppi danno della situazione un quadro inquietante.

C’è di mezzo un uomo d’affari Yorgen Fenech, presunto mandante del premier, che tira in ballo due ministri e il capo di Gabinetto di Muscat a lui molto vicino, Keith Schembri, costretto a dimettersi, come implicati nel piano criminale. Fenech, ci segnala il Manifesto, ricusa inoltre l’ispettore Arnaud, adducendo suoi presunti legami con Schembri.

Va aggiunto che, come contropartita alla sua confessione, Fenech chiede di essere graziato. Per due volte la domanda viene respinta proprio dal governo. Come dire che il governo non gli è grato per essere stato tirato in ballo attraverso la chiamata di correo di alcuni suoi membri. Qualcosa non torna se l’accusato può farsi giudice. Fenech si appella al presidente della Repubblica.

Ultime notizie, tanto per gettare ulteriore benzina sul fuoco. La denuncia di alcuni tra i più affidabili giornalisti stranieri presenti a Malta (tra di essi i nostri Ruotolo e Borrometi). Dichiarano di essere stati letteralmente sequestrati e minacciati, ieri sera, da persone riconosciute come pluripregiudicati, vero e proprio “servizio d’ordine privato del premier”.

Più che di una bomba sul punto di esplodere si può forse parlare di una prima esplosione, cui ne seguiranno sicuramente altre.

Probabilmente ancora più clamorose. I familiari della giornalista uccisa perseverano nelle loro accuse. “Muscat ha le mani sporche di sangue”.

Malta, paese periferico della Ue ha trovato il modo peggiore per apparire alla ribalta.