ISRAELE. 11 DICEMBRE 2019, DIECI GIORNI PER UN REGOLAMENTO DI CONTI

DI LUCIANO ASSIN

NOSTRO CORRISPONDENTE DA ISRAELE

 

Mancano esattamente 10 giorni prima che l’elettorato israeliano venga richiamato alle urne per la terza volta consecutiva. Dopo che sia l’attuale premier israelianoBenjamin Netanyahu che il suo rivale politico Benny Gantz non sono riusciti a formare una coalizione di governo, il regolamento politico del paese prevede la possibilità che qualsiasi deputato che riesca a raccogliere almeno 61 firme, su un totale di 120 componenti la Kneset, abbia l’opportunità di ricevere una deroga di 14 giorni dal Presidente dello stato per formare un governo.

Ma il teatro dell’assurdo che si sta svolgendo in questo momento nel mondo politico israeliano è al di là di qualsiasi aspettativa e soluzione. Lo stesso Ionesco non ne potrebbe venire a capo. Non è soltanto una questione di potere o di Ego, ci sono dei veri e propri dilemmi procedurali che nessun legislatore aveva mai pensato di dover affrontare che stanno portando il paese in una situazione intricata e a prima vista irrisolvibile.

Il primo scoglio da affrontare sono le firme, secondo un’interpretazione diciamo così “elastica”, nulla vieta ad un deputato a firmare a favore di più candidati. Secondo dilemma, a chi andrebbe dato l’incarico? Al primo che raccoglie le firme necessarie o a chi ne raccoglie il maggior numero? E non siamo ancora entrati nel vivo del discorso, vale a dire: può un primo ministro in carica continuare a governare dopo essere stato accusato di corruzione e abuso di potere?

Secondo i sostenitori di Netanyahu, Bibi è innocente fino ad una sentenza definitiva. Secondo l’opposizione, e probabilmente anche un numero non indifferente dei votanti il partito likud, un accusa tale è più che sufficiente per esigere le dimissioni o perlomeno la sospensione dall’incarico dell’attuale premier.

In definitiva chi dovrà togliere le castagne dal fuoco sarà il tanto odiato potere giudiziario. Le richieste di impedire a Netanyahu di continuare a governare il paese nella sua personale situazione sono numerose, e sono molti i deputati dell’attuale partito al potere, sperduti e confusi passeggeri sulla diligenza di “Ombre rosse”, che aspettano l’arrivo del decimo cavalleria.

Il problema che ancora non è chiaro chi siano i buoni e chi i cattivi.