TANTE SARDINE E UNA BANDIERA AMMAINATA

DI MARIO RIGLI

Era proprio sotto la giostra quella bandiera rossa, rossa con falce e martello. E si vedeva bene, anche da lontano illuminata dalle lucine di cavalli e carrozze che giravano lente. E sventolava appena per il leggero vento della giostra in moto, oppure veniva tenuta a bada dalle mani che la reggevano, timorose e a disagio in una piazza che probabilmente sentivano ostile. Poi l’invito degli orgnizzatori e il rumoreggiare sempre piùforte dei partecipanti. La bandiera è stata ammainata e fatta allontanare. Da tempo si sa che le Sardine non tollerano bandiere e stendardi di nessun genere e di nessun raggruppamento. Basta leggere il loro programma. Ma forse quella voleva essere una sfida, forse volevano mettere alla prova.
Da subito, fin dalle loro prime uscite, la destra e la lega si sono scagliati contro questi ragazzi, ma era comprensibile. Quello che stupisce sono le prese di distanza da un certa sinistra “purista”. Non sanno quello che fanno, non parlano, di lavoro, di diritti sociali, di diseguaglianze. Io non so se un giorno lo faranno o meno, ma ora non importa. Vi pare poco portare migliaia di persone in piazza contro il sovranismo, il populismo, la xenofobia, la non accoglienza? Vi pare poco cercare di sciogliersi da legami che hanno attanagliato il pensiero negli ultimi tempi?
No, sono grandi queste sardine, sono grandi loro e noi “grandi” solo di età, non abbiamo il diritto di dar loro nessun consiglio. Loro possono nuotare dove e come vogliono, è un loro diritto.
Per questo, per non essere impigliate, hanno fatto bene ad allontanare quella bandiera rossa.