ESTRADATO DALLA LIBIA: LOLLI, IL PIRATA, È IN CARCERE A ROMA

DI MARINA POMANTE

Giulio Lolli dal 2010 si era rifugiato a Tripoli, in seguito al fallimento della società “Rimini-Yacht”.
Era un imprenditore di Bologna, originario di Bertinoro – Forlì-Cesena. Con la condanna all’ergastolo per attività terroristiche e fiancheggiamento dei separatisti, al “pirata” è arrivato il decreto di espulsione dalla Libia e da stamani è in Italia in carcere a Roma.

Nel 2010, nel nostro Paese, era finito indagato per varie truffe nell’ambito della vendita di yacht di lusso. Grazie ad una catena di show-room nell’area Bologna-Rimini, beneficiava di un’importate bacino di clienti ai quali proponeva leasing di finanziarie sammarinesi.

Grazie alla denuncia della proprietaria di uno yacht acquistato da Lolli, era scattata l’indagine dei carabinieri di Rimini, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Davide Ercolani.
Dalle indagini era emerso che le imbarcazioni risultavano essere vendute due volte… “Il Pirata” era di conseguenza stato rinviato a giudizio con le accuse di associazione a delinquere, appropriazione indebita, truffa e falso.

Il procedimento processuale fu tuttavia sospeso poichè Giulio Lolli intanto era finito in carcere a Tripoli.

L’avvocato difensore dell’ex imprenditore, Antonio Petroncini ha dichiarato: “Fisicamente mi dicono che stia bene ed detenuto a Roma. Sono invece perplesso per quanto riguarda le nuove accuse di traffico d’armi e terrorismo dell’ordinanza di custodia cautelare del gip di Roma”.
Poi l’avvocato Petroncini ha precisato: “Attendo la notifica dell’ordinanza.
Dalle notizie apprese, francamente mi sfugge il collegamento tra il mio assistito e le due imbarcazioni che secondo le accuse sarebbero state usate per trasportare armi. Perché comunque bisogna pensare che Lolli prima di andare in Libia ha passato del tempo in Tunisia, poi a Tripoli, dove era stato arrestato una prima volta durante il regime di Gheddafi e poi liberato durante la rivoluzione. Non si capisce come quelle due barche fossero ancora nella disponibilità di Lolli”. Aggiungendo che: “Ci sono troppi riferimenti alla sentenza libica nell’ordinanza del gip, aspetto di capire quanto le indagini italiane abbiano effettivamente appurato e dove è detenuto attualmente il mio assistito”.

“Sembra scontato quindi il ricorso al Tribunale della Libertà e magari il trasferimento in un istituto di detenzione a Bologna”, nel quale Lolli ha patteggiato 5 anni di reclusione. Il provvedimento definitivo da scontare in carcere, per la bancarotta di Rimini Yacht.
Ancora in definizione sono invece i processi davanti al Tribunale di Rimini che a causa della detenzione all’estero erano stati sospesi.